Bibliomanie.it

N° 35 Gennaio/Aprile 2014

 

Bibliomanie ricorda EZIO RAIMONDI (1924-2014), filologo di fama internazionale, che ha contribuito alla sua fondazione e l'ha poi seguita, arricchita e potenziata fino alla fine

 

SAGGI E STUDI

Agostino Paradisi iunior 1736-1783

Uomo di lettere e di teatro. Storico ed economista

Piero Venturelli

A poco più di duecentotrent’anni dalla prematura morte di Agostino Paradisi iunior e a duecentocinquanta esatti dalla pubblicazione dei primi due volumi della Scelta di alcune eccellenti tragedie francesi tradotte in verso sciolto, opera nell’àmbito della quale egli fa la “parte del leone” e che raccoglie versioni destinate ad avere un ruolo non marginale sia nella maturazione della nostra lingua poetica e teatrale durante il tardo Settecento sia nello sviluppo di quel patriottismo culturale che in Italia darà frutti politici nel secolo successivo, ci è parso di qualche utilità dedicare le pagine seguenti a quest’insigne intellettuale, celebrato dai contemporanei ora come superbo versificatore “oraziano”, ora come sommo “poeta-filosofo”, ora come ispirato autore di odi sacre; conosciuto anche al di là delle Alpi per la robusta eloquenza e per le eleganti versioni dal francese all’italiano; tenace fautore del rinnovamento del gusto teatrale ed estetico; penetrante studioso di storia e di economia politica; in contatto con alcuni dei più brillanti ingegni europei del suo tempo...

La poesia è conoscenza: allegoria e realtà

Antonio Melillo

Luzi ed Eliot portano dentro di sé una concezione metafisica, ma non spiritualista della realtà, parlare ancora oggi di metafisica può apparire fuori luogo e fuori tempo, ma l’idea poetica dei due non può essere tenuta lontana da tale branchia della filosofia, nonostante attualmente si viva in un’epoca post-metafisica, dove finanche il linguaggio è descritto dal pragmatismo e non è più un qualcosa che rinvia a qualcos’altro o un dialogo tra uomo e divino; ma per comprendere tali due poeti bisogna obbligatoriamente rifarsi a una concezione del linguaggio che non oserei chiamare romantico, ma medievale, anche se il Romanticismo e soprattutto il simbolismo agiscono sul far poesia d’entrambi. La loro concezione è descritta da un costante rapporto del sensibile col soprasensibile e del temporale coll’eterno, che in entrambi trova puntuale incarnazione nell’opera poetica: anzitutto, nella certezza sottesa della funzione conoscitiva della poesia; conseguentemente, in una posizione teorica che riconosce all’impulso artistico una ragione eteronoma e necessaria; infine, in una modalità d’acquisizione e resa dell’oggetto che si snoda per entrambi in un faticoso percorso dal simbolismo all’allegoria...

L'isola dei morti e la percezione assoluta

Pierluigi Tombetti

Esiste una condizione ineffabile, forse stendhaliana, una sorta di sintonizzazione artistica che permette di entrare letteralmente nell’opera d’arte. Essa implica e assimila la totalità dei sensi e, se vissuta con il pieno coinvolgimento che si conviene a chi desidera fruirne completamente, è in grado di aprire porte insospettate su un universo inedito, su un nuovo modo di osservare e conoscere, nonché una metodologia alternativa, di cui Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung si occuparono a più riprese tra gli anni ’30 e ’50 del secolo passato...

Il verbo come imago aeternitatis

Note su Francesco Acri interprete di Platone

Matteo Veronesi

 Dall’antichità al Medioevo all’Umanesimo (da Cicerone artifex più che interpres, artista e ricreatore, ben più che mero, passivo traduttore, del testo platonico, a San Girolamo, con la sua idea della traduzione che rende non verbum e verbo, ma sensum e sensu, non la lettera esteriore, per così dire epifenomenica, del testo sacro, ma il suo messaggio recondito, le risonanze e le armoniche di quel mysterium che è insito nello stesso verborum ordo, nella stessa tessitura verbale e grammaticale della voce divina, fino al De interpretatione di Leonardo Bruni, persuaso, come Dante, che il discorso della bellezza e della sapienza fosse cosa “per legame musaico armonizzata”, retta da equilibri ed intrecci sottili, necessari, delicatissimi  «verba inter se festive coniuncta, tamquam in pavimento ac emblemate vermiculato»che il traduttore doveva saper salvaguardare nel momento stesso in cui li trasfigurava nella nuova creazione), l’atto della traduzione è stato intimamente associato a quello, in senso lato, dell’ermeneutica: ermeneutica intesa, nel suo valore più autentico e più essenziale,  come investigazione del mistero, esplorazione del sostrato semantico e speculativo più celato ed oscuro del testo, della parola e, attraverso di essi, dell’Essere stesso, la cui struttura profonda, la cui configurazione metafisicamente spazio-temporale, si riflettono, in certo modo, nel tessuto verbale  e retorico della scrittura, riversandovi, e in essa effondendo e rispecchiando, la propria autonomia e la propria aseità, riscattate da ogni succube mimesi del fenomeno Parola Pura, insomma, come specchio e dimora del puro essere, del nudum esse, dell’esse in se...

DIDACTICA

Il Risorgimento nelle pagine di Piero Gobetti

Silvia Sebastiani

Della sua infanzia Gobetti ci ha lasciato un breve appunto dove descrive con crudo realismo l’ambiente familiare e l’affetto che lo circondava: “ La mia educazione di bambino fu alquanto sommaria, affidata, come succede, a me stesso. Mio padre e mia madre avevano un piccolo commercio. Lavoravano diciotto ore al giorno. Il mio avvenire era il loro pensiero dominante. […] L’impegno del loro lavoro era di arricchire[…], permettersi e permettermi una vita dignitosa. In quanto a me pensavano di dovermi dare un’istruzione, quella che essi non avevano potuto avere”. Piero ripagò ampiamente l’affettuoso impegno dei genitori dimostrando una precocità intellettuale non comune e svolgendo una carriera scolastica brillantissima. Allievo della scuola elementare “Giacinto Pacchiotti”, poi del ginnasio “Cesare Balbo”, nel 1916 si iscrisse al liceo classico “Vincenzo Gioberti”...

NOTE E RIFLESSIONI

Volti del Genio

Orientamenti d'iconografia mozartiana

Giovanna Degli Esposti

Wolfgang Amadeus Mozart fu un personaggio pubblico fin dalla prima infanzia. Dunque appare evidente che si sia presentata molte volte l’occasione di immortalarlo in effigi che ne hanno accompagnato l’esistenza e che, oggi, ci aiutano anche a valutare i cambiamenti repentini avvenuti nella società dell’epoca. Se, infatti, mettiamo a confronto la prima, documentata immagine del musicista ancora fanciullo con l’ultima, realizzata a un anno dalla morte, ci rendiamo conto di quanta strada egli abbia percorso, trasformandosi da azzimato giovane cicisbeo in uomo tormentato e dalla sensibilità palesemente vibrante e come, alle sue spalle, sia cambiato un intero periodo storico che dal narcisismo tutto esteriore delle parrucche e di ogni sorta di orpelli, pervenne ad una nuova estetica, questa volta dell’anima, attenta ai tormenti e agli spasimi del sentimento e dello spirito...

Nikos Kazantzakis e la Commedia di Dante

Maria Luigia Di Stefano

Nikos Kazantzakis (1883-1957) riteneva Dante uno dei suoi maestri e gli riconosceva il merito di aver nutrito e plasmato il suo spirito. Nel 1934 rende omaggio al padre della lingua italiana pubblicando, ad Atene, la traduzione in versi della Commedia e la dedica alla memoria di un altro grande scrittore greco, Angelos Sikelianòs (1884-1951), che viene definito da Kazantzakis, riprendendo l’espressione di Dante nel XXVI canto del Purgatorio, “il miglior fabbro del parlar materno”. A indicare la difficoltà dell’impresa, lo scrittore greco, in fondo alla pagina precedente il Prologo, riportava parole di Dante stesso, tratte dal Convivio (I,VII): “E però sappia ciascuno, che nulla cosa per legame musaico armonizzata si può della sua loquela in altra trasmutare senza rompere tutta sua dolcezza e armonia”...

Nunc stans di Amandine Samyn

A proposito di una mostra a Palazzo Zambeccari

Alessandra Rizzi

Chi varca la soglia e guarda le opere in mostra (olii su tavola di diverse dimensioni) può essere sorpreso nel cogliere un riferimento immediato, eppure straniante, con i noti affreschi del Beato Angelico di San Marco a Firenze. I luoghi rappresentati corrispondono infatti a quelli, ma qui i personaggi sono sottratti alla scena: non compaiono figure, né umane né angeliche...

Michele Perriera tra pessimismo della ragione

 e ottimismo della volontà

Alberto Cristian Saetta

Autore di romanzi, racconti e saggi, drammaturgo e regista teatrale, impegnato intensamente anche nell’attività giornalistica, ad esempio con “L’Ora” e con “Repubblica”, Michele Perriera è stato un attento osservatore della realtà e un intellettuale militante; numerosi sono stati i suoi interventi su questioni civili e politiche, esaminate puntualmente nella carta stampata e nei saggi e accolte, al netto di opportune trasfigurazioni, anche nelle opere narrative...

Verso un'immagine reale di Lorenzo Giusso

Antonio Giusso

L’undici aprile 1957, nella clinica “Villa latina” di Roma, la forte fibra di Lorenzo Giusso cede alfine il passo all’incalzare di una furiosa malattia. I suoi trigliceridi impazziti si impennano, fino ad una dimensione off limits per ogni essere umano. Sono trascorsi 32 giorni allorquando la moglie Annamaria, accorsa a Madrid e informata circa le condizioni critiche del coniuge da un magro trafiletto (in prima pagina) sul “Mattino” di Napoli, riesce a convincerlo – non senza fatica – della necessità di rientrare in Italia (“…d’accordo Lorenzo, non a Napoli. Ti porto a Roma”). Da molti anni, Lorenzo Giusso viveva un dramma intimo e umanissimo...

Il poeta e il maestro

Linda Guerrini

Agli gli studiosi dannunziani è cosa abbastanza nota che Gabriele D’Annunzio e Giacomo Puccini cercarono più volte di collaborare per la creazione di un’opera che unisse, come afferma Aldo Simeone, “il melo­dramma al dramma moderno”. Tale collaborazione peraltro non avvenne mai, o, per meglio dire, non pro­dusse mai risultati. Ci si è chiesti spesso il perché. Critici e studiosi di vario orientamento hanno tentato di fornire ri­sposte, ma – a mio parere – il problema reale va individuato nella diversità di carattere dei due artisti: D’Annunzio mirava sempre a essere eccezionale tout court, mentre Puccini era più modesto, ac­contentandosi di “essere qualcuno”...

LETTURE E RECENSIONI

Remo Bodei Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri

Giovanni Ghiselli

...La nostra vita  infatti è simile a una corda formata dall’intreccio di tanti fili che sono le vite di quanti abbiamo frequentato, e non solo vivendo e agendo, ma anche leggendo e pensando. Inoltre: “siamo anelli di una lunghissima catena di morti, i nostri innumerevoli antenati, e compartecipi dei vivi nel prolungare la nostra storia nel futuro”...

Estetismo e coscienza in Amori ac silentio sacrum di Adolfo De Bosis

Elisabetta Brizio

Non l’attestato di una condizione di orfanità, o di un destino di solitudine e di distanza: poesia, per Adolfo De Bosis (1863-1924), è medium comunicativo di responsabilità collettive e voce essenziale del fondo ultimo dell’esistente con tutti i suoi significati nascosti e le sue tensioni irrisolte. Allo scioglimento di questo equivoco strutturale, che vede una poetica basarsi sull’equilibrio di spinte contrarie, o quantomeno su una ambivalenza vocazionale, concorrono uno sguardo mitico, una energia mitopoietica eletti a vero e proprio metodo operativo, a principio informatore, strutturale, espressivo e insieme interpretativo. Tale criterio sorveglia pressoché tutte le dodici sezioni di Amori ac silentio sacrum, le dispone relazionalmente anziché in maniera sequenziale e riaduna i contenuti diffusi, eterogenei e implicati, prossimi e lontanissimi – del soggetto, della natura, del passato, dell’arte, delle questioni di carattere sociale – che ora si presentano come riflessi di archetipi, ora assumono caratterizzazioni ideologiche, ora assolutezza di accento. Si avvertono una simultaneità e un’affinità di sostanza tra l’intonazione, il livello sonoro e la classe delle categorie trainanti, delle figurazioni, delle essenze e dei principi vitali – quali acque, terre, aurora, sole, nella costellazione delle maiuscole che si affollano in questi versi –, la cui funzionalità specifica si mette in rapporto con l’intero, senza quindi precludere la ricomposizione della molteplicità di risonanze e riviviscenze centrifughe inevitabilmente chiamate in causa anche tramite l’uso ricorrente dell’interrogativo. In un’opera, avverte l’autore nel prologo, che tiene insieme «il frutto di antichi ozi» e «il segno di recenti propositi»...

Letteratura e anzianità

Loredana Magazzeni

La memoria non è quello che voglio ricordare ma quello che non riesco a dimenticare” (A. Gatto), “Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi” (K. Blixen). Con questi esergo al suo romanzo, Una furtiva lacrima, Maristella Lippolis indica al lettore due dei temi irrinunciabili del libro: il carattere selettivo della memoria e la capacità consolatoria della scrittura...

Figlio  Daniele Mencarelli

 Maurizio Clementi

Sicuramente la nota più appariscente di quest’ultima raccolta di Daniele Mencarelli, Figlio edita da Nottetempo in formato web, è la richiesta di compartecipazione totale al lettore, ancora più evidente che nella precedente raccolta,  Bambino Gesù. Qui l’etica della condivisione con l’altro, nell’esperienza elementare ed universale della paternità, ma anche della maternità e della “figlità”, per così dire, diventa esperienza artistica, prima e talvolta anche al di là dell’alchimia dello lo stile. Questo vuol dire che il racconto scarno e secco della cosa in sé, dei patimenti per Nicolò e per l’altro bambino morto, dello strazio dei genitori, della sofferenza connaturata alla nascita dell’uomo (è questo il succo di tutta la raccolta) è così potente e  vero di per sé che non ha bisogno della’artificio della poesia, che passa in secondo ordine...

Caravaggio, assente Gabriele Via

L'amore è un trauma che mi aiuta a correre

Italo Moscati

Se proprio tenete a sapere perché questo libro di Gabriele Via s’intitola Caravaggio, assente non ve lo dico. Dovete leggere il libro. Non farete fatica e anzi ne trarrete giovamento. Fisico. Non solo letterario. Così, il libro lo porterete con voi, dentro, setoso, in mente. Non avrete alcun bisogno di mettervi la cuffia per ascoltare musica, mentre fate lo jogging sotto i portici o su, su verso San Luca. L’avrete già in testa. Gabriele è un uomo forte, vola sul colle, fin su alla Basilica, come un uomo innamorato che non sente peso nelle gambe e ha la forza del cuore...

POETANDO

Altre favole amare ed agrodolci Morena Paolini

Otto poesie Stefano Cavallini

NARRARE

Ricordi di un amore

Veronica Morgera

«Papà, mi racconti ancora la tua storia?»

«Ancora? Ma sarà la decima volta che la ascolti!» mia figlia mi tira per la manica della giacca invitandomi a sedere sul divano accanto a lei.

«Ti prego, mi piace tanto» continua con la sua vocina e quegli occhi da cerbiatta che ogni volta m’impediscono di dirle di no.

«E va bene! Però questa volta comincerò da quella famosa estate…»...

 

EVENTI E INTERVISTE

Il film Anita B di Roberto Faenza

raccontato da Giovanni Ghiselli

”È stato Furio Colombo a suggerirmi di leggere il libro. Il racconto di Edith Bruck, al quale il film è liberamente ispirato, descrive la quotidianità di Anita in un ambiente fortemente ostile, quasi fosse una colpa essere stata deportata. Non ho mai chiesto a Edith quanto ci sia di autobiografico in quelle pagine, ma ho voluto aggiungere B. ad Anita, in omaggio al suo cognome. Quando ho finito di leggere il libro durante un viaggio aereo dal Giappone dove ero stato a presentare un mio lavoro, ho avuto una crisi di pianto e ho dovuto nascondermi in bagno, sconvolto. Spesso mi chiedo come possiamo lamentarci delle nostre pene, quando ci sono persone che hanno davvero vissuto nell’inferno”...

La Bellezza, una voce fuori campo

Impressioni e diversioni su La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

Elisabetta Brizio

<<Dentro e fuori le intenzioni di...>>, ricordo di aver letto proprio a  proposito di un regista cinematografico. Ed è la medesima impressione che si trae dalla babele dei giudizi desunti dalle note o recensioni all'ultimo film di Paolo Sorrentino, che oscillano tra perplessità non sempre adeguatamente motivate e adesioni quasi viscerali. Il che potrebbe far pensare alla circostanza di riconoscerci, o di rifiutare di farlo, in qualcuna delle situazioni illustrate, o allusivamente date, nel corso del film. Difficile rinvenire i principi unificatori dell'opera che ne organizzano e ne strutturano i molteplici temi. E riportare ordine in una materia ricchissima e quasi debordante, che tende a nebulizzarsi in segni promiscui e in continue interruzioni, e nella cui selva vi è il rischio di smarrire. Ma quale vantaggio recherebbe il rinvenimento del filo di una trama lineare, quando spesso l'arte si dà intenzionalmente per frammenti,  altrettanto spesso quale figurazione dell'andare incespicante del soggetto nel flusso discontinuo e pulviscolare della postmodernità? Una solitudine esasperata e <<sull'orlo della disperazione>>, dice Jep Gambardella, è il primo...

 

Bibliomanie.it