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N.27 Ottobre/Dicembre 2011

SAGGI E STUDI

Albert Caraco Il salterio della rovina

di Antonio Castronuovo

Pessimismo e nichilismo vanno a braccetto, ma solo in Albert Caraco raggiungono quella tonalità oscura che impedisce ogni speranza e chiude ogni spiraglio d’illusione. Dalle sue pagine si esce guariti da ogni miraggio sul mondo, preparati per il macello prossimo futuro – e definitivamente redenti da ogni viziosa idea di soavità dell’uomo e della realtà. Rispetto a lui, i grandi pessimisti sono roba dolciastra, profeti zuccherati, voci infiacchite dalla chimera che “l’uomo ce la farà”...

Gérard de Nerval e la poetica dell'Assoluto

di Giada Margiotto

26 gennaio 1855: il corpo di Gérard de Nerval viene trovato in un sottoscala di Rue de la Vielle Lanterne, appeso per il collo. «Quel luogo infame che invitava all’assassinio e al suicidio», ad oggi non esiste più, e solo sopravvive in un’incisione di Gustave Dorè, La mort de Gérard de Nerval, che rappresenta il corpo del poeta circondato da uno stormo etereo, mentre l’anima luminosa viene liberata dal braccio della Morte. La tesi del suicidio è generalmente ammessa. A Parigi «la sua morte ha scavato un vuoto che non è stato colmato», scrive in un ricordo Théophile Gautier, caro amico dell’artista sin dai tempi del liceo Charlemagne...

Sulla conversione di Manzoni

di Ezio Raimondi

Per quanto la conversione costituisca un fatto determinante, capitale, nel destino di uno scrittore e di un uomo, Manzoni non amava parlarne. Restano solo poche allusioni: una, ellittica, a san Paolo, e alcuni racconti riferiti, ma probabilmente degni di fede, su ciò che accadde in quel famoso 2 aprile 1810, quando Manzoni con la giovane moglie, Enrichetta, si trovò a Parigi, nel pieno dei festeggiamenti per le nozze di Napoleone. Si sa che a un certo punto, nella confusione generale, la moglie svenne, e i due restarono divisi. E finalmente Manzoni si ritrovò nella chiesa vicina di San Rocco, con una sorta di nuova epifania...

NOTE E RIFLESSIONI

Arnaldo Momigliano e il tempo dell’Enciclopedia

Pierpaolo Lauria

 L’esperienza di Arnaldo Momigliano all’Enciclopedia Italiana è un aspetto molto spinoso e controverso della sua biografia intellettuale su cui non sono mancate polemiche e critiche.Al pari di altri giovani storici, divenuti poi “grandi” (F. Chabod, D. Cantimori, W. Maturi), e intellettuali “non fascisti” se non palesemente antifascisti come il maestro Gaetano De Sanctis, o il filologo orientalista Giorgio Levi della Vida, Momigliano contribuì a costruire quel monumento cartaceo, quella gigantesca impresa culturale deputata a dar lustro e prestigio al Fascismo allora, e all’Italia anche in seguito: l’Enciclopedia Italiana. Momigliano cominciò a collaborarvi già dal 1930 e il suo apporto...

TRADUZIONI INEDITI E RARI

Voltaire, Giuliano il filosofo imperatore romano

(a cura di) Domenico Felice

Talvolta si tarda molto a rendere giustizia. Due o tre autori, mercenari o fanatici, parlano del barbaro ed effeminato Costantino come di un dio, e trattano da scellerato il giusto, il savio, il grande Giuliano. Tutti gli altri, copiando i primi, ripetono l’adulazione e la calunnia. Queste diventano quasi un articolo di fede. Infine, giunge il tempo di una critica sana, e, dopo millequattrocento anni, alcuni uomini illuminati riesaminano il processo su cui l’ignoranza si era pronunciata. In Costantino, si riconosce un ambizioso fortunato, che si fa beffe di Dio e degli uomini. Costui ha l’insolenza di fingere che Dio gli abbia inviato nel cielo un’insegna per assicurargli la vittoria. Si bagna nel sangue di tutti i propri parenti e riposa nella mollezza; ma era cristiano, e fu canonizzato...

POETANDO

Poesie di Giovanna Romanin

Tra le algide gole della luna di Gabriele Via

Disiecta membra di Davide Monda

Anima di Maria Rosa Pantè

Le donne di Cà Mattiozzi di Federico Cinti

NARRARE

Raca

di Monica Fabbri

Il sole si mangiava le schiene ricurve sui campi intente a raccogliere l’orzo. Più in là i pastori seguivano con lo sguardo le pecore ordinate e dimesse. Mancava poco all’ora di cena, due cose in fretta e furia, un saluto a Sara e poi finalmente dalle sue pergamene. Gli piaceva il latino così dolce ed armonioso, l’aveva imparato di nascosto da suo padre perché era la lingua degli invasori. Una leggera brezza lo accompagnava nella stradicciola di casa dove sempre lo attendeva seduto il vecchio padre che non lavorava più e gli aveva affidato tutti i suoi averi. O meglio quello che era rimasto da quando …

LABORATORIO DELLA RICERCA

L'uomo soggetto ed oggetto nel Tempo, la Memoria

di Tommaso Giordani

Interrogarsi sulla natura del tempo, cercando di darne una spiegazione razionale in rapporto alla storia e, perché no, alla nostra quotidianità, è molto complicato. Sebbene la concezione del tempo sia andata trasformandosi nel corso della storia in modo frequentissimo e spesso radicale, cronologicamente  possiamo cominciare l'analisi dello spinoso argomento da due teorie tra loro opposte di matrice antichissima: la concezione ciclica del tempo, risalente alla tradizione del mondo classico pagano, e la concezione lineare, appartenente ai costumi giudaico-cristiani antichi...

RECENSIONI E LETTURE

Giacomo Sartori Cielo nero

letto da Luigi Preziosi

Tra l’autunno del 1943 e il gennaio del 1944 si consuma uno dei drammi più cupi del fascismo, il processo e la condanna a morte di Galeazzo Ciano, genero del duce, a i repubblichini di Salò non perdonano di essere uno dei promotori del voto con cui il Gran consiglio del fascismo il 25 luglio decise la destituzione di Mussolini. Da questo episodio, Sartori prende spunto per questa sua ultima opera, Cielo nero (Gaffi editore, 2011). Costruita su 32 scene o brevi capitoli, scandite a mo’ di diario in terza persona sulle giornate più significative della storia, si sviluppa intorno alla figura di Galeazzo Ciano, rinchiuso nel carcere degli Scalzi di Verona, in attesa del processo. Uomo dolorosamente sopravvissuto all’immenso potere di cui ha disposto fino a pochissimo tempo prima, vive giornate...

Luis Sepùlveda Il mondo alla fine del mondo

letto da Stefano Cavallini

Ho iniziato a leggere Il mondo alla fine del mondo. L’ho trovato per caso in cantina. È venuto fuori da un vecchio scatolone ingiallito color sabbia. È sottile, non avrà più di cento pagine, penso, e posso leggerlo in due giorni, tre. Soffio via la sottile patina di polvere che si solleva seguendo la zigrinatura. Sulla copertina c’è un porto con le barche in secca, coperte da teloni diafani come sudari. Un uomo nerovestito con cilindro e bastone passeggia solitario a riva, a qualche passo dalla linea di...

CÔté Bach di Lucia Tancredi

La semanticità del messaggio musicale

letto da Elisabetta Brizio

La vicenda sulla quale si affabula in Côté Bach (ev 2009) è la storia di una rigenerazione, del tentativo di trasformare in altro uno stato stagnante dell’essere. Critico musicale, personaggio-protagonista che vive un momento di transito dall’irretimento nella sua logica inerziale dell’appagamento a una ingiunzione a disconoscersi, non è affatto casuale che resti senza nome fin quasi alla fine del racconto. Come segno che si ricompone nella propria recherche, Lucien è indotto a riconsiderare la propria esperienza e a tentare di affrancarla dallo scadimento nell’automatismo e da ciò che finora aveva creduto essere o interpretare: uno «specialista della rimozione», come egli stesso si definisce nella sua autopresentazione, in un esordio, dunque, per caratterizzazione diretta...

EVENTI E INTERVISTE

In memoriam di Saverio Tutino

a cura di Mirco Dondi

E' scomparso Saverio Tutino. Non era uno storico, ma la ricerca storica gli deve molto. Nel 1984 ha fondato a Pieve Santo Stefano, nell'aretino, l'Archivio diaristico nazionale. L'obiettivo era quello di raccogliere diari e memorie di persone sconosciute e recuperare gli scritti lasciati nei cassetti o finiti in soffitta dei nostri nonni vicini e lontani. Grazie al premio letterario che ogni anno viene assegnato al miglior diario, a Pieve sono arrivati circa duecento lavori all'anno, alcuni anche pregevoli nello stile, ma a prescindere da questo, molte sono le testimonianze di grande interesse storico che senza Saverio non avrebbero trovato né ordine né luogo. Tutino ha realizzato un grande serbatoio che ormai raccoglie qualcosa come 10.000 contributi tra diari e memorie dal quale lo storico può partire per scrivere davvero una storia dal basso. Saverio ha vissuto una vita intensa, piena di scelte coraggiose...

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