Bibliomanie.it

N.19 ottobre/ dicembre 2009 

SAGGI E STUDI

Iago, il ventriloquo assillante. Una lettura di Othello

di Luigi Weber

Più del silenzio carico di inestinguibile rancore di Aiace, come lo leggeva l’Anonimo del Sublime, più del leggendario ammutolire di Arthur Rimbaud, più del muso di sfinge del vecchio Pound, più del tacere di Antonioni, una poetica fattasi carne e sofferenza, più insomma di qualunque altro cecidere manus, l’abbandono della scena (e della parola) di Iago è il paradigma di come il sublime, appunto, coincida a volte con un taglio radicale, e la letteratura attinga il più alto grado di sé fuori da sé, o annullandosi...

L'enthousiasme de Baudelaire traducteur de Poe

di Claire Hennequet

La première lecture des nouvelles de Poe a provoqué en Baudelaire un choc extraordinaire. Charles Asselineau, ami intime du poète, rapporte dans Charles Baudelaire : sa vie, son œuvre combien celui-ci fut marqué par cette découverte, qu’il date de la parution du Chat noir, traduit par Isabelle Meunier, dans La Démocratie pacifique le 27 janvier 1848 : « Dès les premières lectures il s’enflamma d’admiration pour ce géni inconnu qui...

Nelle vene del testo

In the American grain by William Carlos Williams

di Alessandro Zabini

Nell’attraversare di notte il Quartiere Latino per recarsi a convegno con una bella amante, il cui nome è rimasto ignoto, il giovane Alexandre Dumas, «touriste noctambulant» privo di bastone, di pugnale e di pistole, passava sempre dinanzi a una «porte voutée, à barreaux de fer», chiusa con una catena, e attraverso le sbarre della porta vedeva una foresta inestricabile e impenetrabile come quelle dell’India o dell’America: un parco più che isolato, misterioso, suscitatore di un incanto che cedeva a una sorta di terrore allorché...

Breve ma veridica storia della Rai

di Mauro Conti

Forse in virtù della sua vocazione mediatica che non esaurisce in sé il contenuto del messaggio, la storia della Rai può essere riguardata come la storia di uno degli istituti più rappresentativi della nostra identità collettiva, il punto di incontro di tante riflessioni più particolari, di tanti sguardi sulla realtà che ormai stazionano nella memoria pubblica o, almeno, sono suo potente referente immaginale...

La fortuna di Rousseau in Sicilia

di Elisa Sorbello

Di Jean-Jacques Rousseau in questo scritto si è cercato di dare un inquadramento sommario e complessivo di quanto le sue idee abbiano superato le barriere e i confini che si consideravano insormontabili per l’epoca, e come si siano diffusi quegli ideali che, mostrandoci l’autore ora esaltatore della natura, ora libertario insofferente, o come acceso individualista e socialista, o come puro sentimentale, rivoluzionario dei valori tradizionali, abbiano contribuito a cogliere un pensiero unitario, universale, e sempre più attuale dell’uomo e del filosofo, rifacendosi a quelle idee fondamentali di lui, che, sgorgate dal suo essere, si rivolgono ad ogni tempo...

NOTE E RIFLESSIONI

A proposito di memoria storica

di Giovanni Greco

Noi siamo ciò che ricordiamo di essere stati. La memoria storica è un diario, un salvadanaio dello spirito, e racconta i fatti più pregnanti della vicenda umana: ecco perché la storia diventa la memoria vivente del mondo intero. Non c’è futuro senza memoria. Distruggere la memoria equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo. La memoria storica è testimonianza del passato: consiste, in estrema sintesi, nell’organizzare il passato in funzione del presente, insegna la fecondità del sacrificio e celebra il trionfo della spiritualità. Indubbiamente, però, la conoscenza storica non filtrata dall’osservazione delle vite individuali, oscilla tra una improbabile razionalità e l’insignificanza dell’addizione degli avvenimenti...

Verso un "romanzo della responsabilità"

di Riccardo Campi

Sfidando arditamente l’ampiezza di un orizzonte d’indagine che abbraccia “Oriente e Occidente”, Ascari ne La sottile linea verde propone otto letture di altrettanti romanzi che possono fornire altrettante vie d’accesso per giungere al cuore di una questione la cui rilevanza non è solo strettamente critica, ma anche, e soprattutto, teorica – o, quanto meno, gli otto studi raccolti nel volume, integrati da vasti apparati bibliografici e inseriti in un aggiornato quadro critico, contribuiscono a circoscrivere un problema che tende a identificarsi con il problema stesso di ogni teoria della letteratura, e che potrebbe essere sintetizzato in una formula: in che modo, e con quali effetti, la storia, nella concreta attualità del suo continuo svilupparsi fatto di turbolenze passeggere e di tragedie irreparabili, investe la pratica – altrettanto concreta – del fare letterario...

Intelligenza e vitalità dello Wilde saggista

di Valentina Vetri

Leggere attentamente Oscar Wilde è sempre un’esperienza rivelatrice; lo si legge tuttavia sovente – io credo – con un poco di prevenzione, specie perché ne si hanno in mente gli aforismi, i paradossi, oppure qualche battuta delle commedie più famose. E così, prima ancora che per Il ritratto di Dorian Gray, Wilde è conosciuto come un formidabile conversatore ed un eccentrico di genialità indubitabile. La figura del dandy, poi, è quella che a numerosi lettori di tutto il mondo rimane più impressa nella memoria. Qualche tempo fa, mi è capitato, fra l’altro, di vedere un pupazzo che avrebbe dovuto rappresentare Wilde: era vestito di tutto punto in un completo viola ed ornato di un magnifico fiore all’occhiello…

Il poeta e il traduttore

di Maurizio Clementi

Non c’è vera distinzione fra poesia propria e traduzione. Anzi la traduzione è il massimo impegno per un poeta poiché permette, traducendo, di lavorare in profondità su se stessi: ciò che si chiama stile che cos’è, infatti, se non una perenne ricerca di possibilità espressive nascoste o addirittura inconcepibili?Per questo ogni traduzione ha influenza certa sul proprio stile e sul proprio sviluppo espressivo e probabilmente tematico...

L'altro fuoco di Antonio Spadaro

di Luigi Preziosi

In tempi di pensieri deboli ben venga un’idea forte di letteratura che riesca a collocare la fruizione del testo letterario tra le esperienze esistenziali fondamentali. E’ a questo che tendono gli studi di Antonio Spadaro, che da oltre un decennio si vanno esplicitando in scritti sempre più sistematici ed in colloquio dinamico sia con la produzione contemporanea sia con opere che sono patrimonio ormai acquisito del canone letterario non solo italiano, ma anche europeo e nord americano. Alcuni dei concetti fondamentali erano già presenti in testi monografici dedicati ad autori dai caratteri eterogenei, da Carver a Tondelli, ma indagati secondo il metro comune della capacità di trasformare chi legge, di farsi per essi esperienza vitale. Il pensiero dell’autore si costituisce poi...

La forza delicata della forma breve

Premessa al Diario gaglioffo di Giovanni Greco

di Davide Monda

Che cos’è, nell’accezione più illustre e corretta del termine, un moralista? Come hanno eloquentemente mostrato diversi studiosi d’indubbio valore e come, d’altronde, ogni cittadino europeo di cultura difficilmente ignora, è lecito definire in estrema sintesi questo singolare, fascinoso homme de lettres un intellettuale che s’interroga – liberamente, lucidamente, sempre criticamente – sui vizi e le virtù delle persone, sulle loro azioni e, in special modo, sulle ragioni effettive che le muovono e le animano...

La critica è una forma d'arte

di Antonio Castronuovo

Il volume che Matteo Veronesi ha di recente pubblicato,  (Il critico come artista, dall’estetismo agli ermetici, Bologna, Azeta Fastpress) indaga la ricezione e diffusione nella cultura letteraria italiana del tardo Ottocento e della prima metà del Novecento dell’ideale del “critico come artista”. Tracce del tema erano già disseminate nella cultura francese e inglese della seconda metà dell’Ottocento, tra estetismo e simbolismo, portate a sintesi fra gli altri da Oscar Wilde nel celebre ed omonimo dialogo. Ma tracce si trovano anche nella cultura tedesca...

Mito come metafora del presente. La Favola agreste dei Dioscuri

di Maria Grazia Lenzi e Francesca Giuntoli Liverani

L’uomo politico aristotelico è l’animale più remissivo, più docile, più accomodante, meno selettivo di tutta la rerum natura: nessuna specie animale avrebbe potuto sopportare quello che la storia ha fatto sopportare all’Adamo del Paradiso terrestre, non si sa per intelligenza o stupidità. Arduo è definire il discrimen fra adattamento e stultitia: l’homo sapiens sapiens sopporta rumore, inquinamento, “fetenzie” alimentari, bruttezza, squallore esistenziale, abbandono, ignoranza, ma non tollera l’uso della parola libera, l’ingiuria intelligente, il sarcasmo costruttivo, l’ironia che tutto coglie e punta il dito sull’insensatezza e il grigiore intellettuale...

Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese

di Loredana Magazzeni

Corporea è un’antologia nata in un luogo ideale dove si sono incontrati la formazione umanistica delle traduttrici, la loro pratica di poesia, la comune esperienza femminile/femminista, il bisogno di comparazione fra lingue e culture, la necessità di evocare e risvegliare un nuovo immaginario. Il pericolo era che il solo parlare di “corpo” nella poesia dei “poeti-donna” potesse apparire datato, connotato a un femminismo di maniera, ormai “superato” nello stesso sentire delle giovani generazioni. Ci siamo invece rese conto...

Cioran, un moralista contemporaneo

di Antonio Castronuovo

Circola nella geografia culturale europea un tipo di scrittore detto “moralista”, creatura di recente origine, soprattutto in relazione al senso da assegnare al suo nome. Torna infatti spontaneo riferirlo genericamente alla “morale”, cioè al complesso di principi che guidano nella condotta della vita. Lungo il Seicento, in quella Francia che è un po’ la terra nativa della figura del moralista, egli è riconosciuto come un autore che scrive e che tratta di morale, il cui compito è quello di guidare nel percorso dell’etica...

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

Luce di Juan Carlos Friebe

tradotto da Giovanna Zunica

Juan Carlos Friebe è un poeta andaluso. È autore di Anecdotario (1992), Poemas Perplejos (menzione della giuria del Premio Internacional Gabriel Celaya de Torredonjimeno, 1995), Aria contra coral (2001), Las briznas (Premio Nacional de Poesía Paloma Navarro, 2007) e Hojas de morera (Granada, 2008). Suoi componimenti appaiono in varie antologie e riviste letterarie. Collabora con artisti visivi e organizza eventi interculturali. È autore del testo poetico per il poema scenico Geometría del Desconcierto: Las bacantes, creato dall’artista spagnolo Jaime García, con musica del compositore Frano Kakarigi. Altre opere: Mundos paralelos (2002), con l’incisora María José de Córdoba, Tres estancias de un apartamento burgués (2007), con l’artista Jaime García, Un kílim para Rimbaud, con il pittore Valentín Albardardíaz (2009)...

POETANDO

da Speculum Salutis, Federico Cinti

Si abituano in fretta alla luce, Chiara De Luca

Radici, Maria Rosa Pantè

Poesie, Elena Marchionno

Coscienza della polvere, Riccardo Duranti

NARRARE

Madrid e i libri

di Alessandra Agnoletti

A 25 anni, fresca di laurea, giovine e speranzosa alla ricerca di un lavoro vero, una di quelle che le statistiche danno per felicemente occupate nel giro di soli due anni, rifiutai almeno un paio di proposte interessanti vicino a casa per farmi esperienza nel campo dell’editoria in Spagna. E così mi sembrava non ci fosse nient’altro di meglio che un tirocinio Leonardo Da Vinci in una brillante casa editrice spagnola che nemmeno conoscevo. Presi un volo con destinazione Madrid. Olé! Quel giorno di inizio febbraio del ‘99, forbita e ben vestita, mi presentai all’indirizzo indicato nella lettera di accettazione: Calle Sevilla 29...

RECENSIONI E LETTURE

Norma Stramucci, Il cielo leggero

letto da Franca Mancinelli

Il quarto libro di poesie di Norma Stramucci, Il cielo leggero è la luminosa tessitura di una ferita familiare. Il dramma che l’attraversa è decantato attraverso il ricorso al mito classico, oppure attraverso la contrapposizione tra l’angelo (figura del bene, della leggerezza, ma anche figlio bambino) e una serie di animali che rappresentano le angosce, le inquietudini, le apprensioni della madre ferita nel corpo e nella psiche dopo l’incidente stradale del figlio...

Guido Oldani, Il cielo di lardo

letto da Maurizio Clementi

Una qualità ritmica non comune a disciplinare un lessico che si apre all’uso diretto e alla locuzione popolare, ma che stacca dalla convenzionalità e rigenera parole rare, varianti, arcaismi: ecco ciò che subito si mostra al lettore de Il cielo di lardo di Guido Oldani. Poi, proseguendo nella lettura, due sono i fatti che trattengono l’attenzione...

Lorenzo Angeloni, In Darfur

letto da Stefania Sebastiani

Non c’è pace per il Darfur,  dove continuano soprusi, violazione dei diritti umani, stupri perpetrati ai danni di donne e bambini, su un popolo in condizioni sanitarie gravissime, costantemente in fuga alla ricerca di cibo e protezione.Le donne del Darfur sono da sempre le principali vittime del conflitto in atto nella regione sudanese. E doppiamente vittime. Alcune poco più che bambine, quando sopravvivono allo stupro non riescono a nasconderlo e vengono rifiutate dai mariti o dai padri,  allontanate dalle comunità in cui sono nate, cresciute e hanno messo al mondo i loro figli. E nessuno può impedirlo...

    EVENTI E INTERVISTE

Lorenzo Angeloni, intervista su In Darfur

di Stefania Sebastiani e Mauro Conti

La decisione di scrivere sulle vicende della crisi del Darfur ha da subito preso la forma del romanzo. Una decisione nata nel corso dell’ultimo anno della mia permanenza in Sudan, il 2007, quando le vicende di quella regione avevano già preso una piega negativa e, temo, irreversibile.  Avevo fino a quel momento dedicato larga parte delle mie energie alla trattazione di quella crisi, cercando di capirla innanzitutto, partecipando poi agli sforzi della Comunità internazionale per arginare l’emergenza e per trovare  una soluzione politica. Avevo accumulato  “materiale” di tutti i tipi in argomento: i rapporti inviati al Ministero degli Esteri e quelli stilati insieme ai colleghi dell’Unione europea; gli appunti presi durante i colloqui con i principali attori coinvolti nella crisi; le impressioni riportate durante le svariate missioni compiute in Darfur dalla fine del 2003 all’inizio del 2007; le testimonianze degli sfollati, ascoltate e riascoltate così  tante volte da diventare parte integrante della mia vita, non solo professionale. Il libro si è presentato come un banco di prova...

Addio all'eterna ragazza d'America. Per Fernanda Pivano

di Alessandra Giannitelli

«È che mi sento così triste in queste notti meravigliose. Mi par di sentire che non torneranno mai più e che non ne prendo tutto quello che potrei». Recita così in uno dei suoi rari momenti di riflessione Amory Blaine in Di qua dal paradiso di Francis Scott Fitzgerald. Così ce lo presenta Fernanda Pivano...

Il cinema di Herzog. Intervista a Francesco Cattaneo

di Marilù Oliva

La caratteristica decisiva di Werner Herzog è la sua indipendenza, come cineasta e direi anche come uomo. Aggiungo “come uomo” per segnalare la necessità insieme di ampliare e di intensificare il concetto di indipendenza. In certe nicchie di fruizione cinematografica la parola “indipendenza” costituisce una specie di mantra da cui ci si aspetta la salvezza del cinema. Tuttavia, esiste innegabilmente una moda e in definitiva un conformismo dell’indipendenza, a cui concorrono iniziative peraltro meritorie come lo statunitense Sundance Film Festival...

 

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