N. 15 Ottobre/Dicembre 2008

SAGGI E STUDI

Religione e politica in Montesquieu di Domenico Felice

Come sempre accade, quando l’interesse per un grande ‘classico’ del pensiero filosofico-politico torna ad essere particolarmente significativo, cominciano ad apparire, accanto a pubblicazioni pregevoli, studi o raccolte di studi quanto mai discutibili: questo è il caso del recente volume Montesquieu, l’État et la religion, in cui sono riunite le relazioni presentate al colloquio organizzato a Sofia, nei giorni 7-8 ottobre 2005, dalla Società Montesquieu e dalla Nuova Università Bulgara...

Il volto amabile del buon sovrano di Davide Monda

All’epoca in cui Luigi XIV incarna fastosamente l’assolutismo di Francia, Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704) ne teorizza con stile vigoroso e perentorio le ragioni, fondandole tutte quante sulle Sacre Scritture: ciò risulta evidente in special modo ne La Politique tirée des propres paroles de l’écriture Sainte (1679), ma anche nel celebre Discours sur l’Histoire universelle (1704)...

La critica di un reazionario al mondo moderno.

Il pensiero politico di Charles Maurras in un libro recente.

di Piero Venturelli

Domenico Fisichella cominciò ad interessarsi precocemente agli scritti e alle concezioni di Charles Maurras (1868-1952). Sotto la guida di uno degli indiscussi maestri della filosofia del diritto in Italia, Sergio Cotta, egli decise di laurearsi in Giurisprudenza – con scelta coraggiosa – sul pensiero politico di questo autore provenzale che, all’epoca, il mondo accademico – in Italia come all’estero – tendeva a marginalizzare a causa sia delle sue idee radicali ed intransigenti, “reazionarie”, sia del suo sostegno attivo agli occupanti nazisti in Francia e alla Repubblica di Vichy durante la Seconda guerra mondiale...

La poesia di Giorgio Caproni. Per un'analisi stilistica

di Maurizio Clementi

I temi dominanti (e di conseguenza alcune caratteristiche stilistiche) della poesia caproniana nel suo trentennale sviluppo, a partire dalle Stanze della funicolare, contenute nella raccolta Il passaggio d’Enea del 1956, fino a Il conte di Kevenhüller, del 1986, mi paiono i seguenti...

NOTE E RIFLESSIONI

Le leggi della politica e il 'nazionalismo' del Principe

di Piero Venturelli

L’edizione del Principe (1513) di Niccolò Machiavelli uscita nel 2006 a Buenos Aires è di particolare interesse sia per l’accuratezza e l’aderenza al testo della versione in lingua casigliana, sia per le argomentazioni svolte nei due saggi introduttivi da Antonio Hermosa Andújar, studioso spagnolo di storia del pensiero filosofico-politico...

Homo videns di Vincenzo Tinaglia

L'ultimo arco del XX secolo ha dato alla luce grandi trasformazioni: l'uso ormai esteso dell'informatica, l'affermazione mondiale di Internet e, più in generale, il ruolo centrale, propulsivo che il sistema dei media va assumendo nel gruppo delle società occidentali fanno pensare a un mutamento che mette le sue radici nella fisiologia stessa dell’uomo...

Note a margine a I miei amici di Luisito Bianchi

di Luigi Preziosi

L’ultimo libro di Luisito Bianchi I miei amici, uscito nella primavera scorsa da Sironi editore, raccoglie i suoi diari del periodo 1968 – 1970, che custodiscono la memoria di un’avventura esistenziale particolarissima: l’esperienza di prete e di operaio vissuta in quel periodo presso la Montecatini di Spinetta Marengo, importante stabilimento industriale del polo chimico...

 

Menzogna e sortilegio di Francesca Giuntoli Liverani

Menzogna e sortilegio non è semplicemente uno dei romanzi di Elsa Morante: è il romanzo di Elsa Morante, quello che più di ogni altro ha amato, e nel quale ha trasfuso e incarnato le energie fondamentali del proprio vissuto esistenziale e artistico. Ecco perché nel 1959, nonostante i consensi tributati da critica e lettori a L’isola di Arturo (1957), l’autore non esita a sottolineare la grandezza irripetibile del suo primo lavoro, definendolo «il libro più notevole»...

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

Pitch Dark di Sergio Chejfec

traduzione dallo spagnolo all'inglese di Heather Cleary

Sergio Chejfec è uno scrittore argentino, autore di dieci romanzi, oltre a un paio di raccolte di poesie e una raccolta di saggi sullo statuto della letteratura. Sue opere sono state tradotte  in francese, in tedesco e in portoghese. L’ultimo romanzo, Mis dos mundos, è uscito lo scorso agosto per i tipi di Alfaguara (Buenos Aires) e a breve sarà pubblicato anche in Spagna...

Tre poesie di Obiora Udechukwu

traduzione di Giovanna Zunica

Obiora Udechukwu è noto specialmente come artista figurativo, ma la sua produzione include numerose poesie in molti casi abbinate a opere pittoriche o grafiche. La raccolta What the Madman Said, della quale presentiamo qui tre componimenti, nacque come una personale (dallo stesso titolo), nella quale l’artista esponeva opere grafiche a inchiostro abbinate a poesie. La raccolta vinse, nell’anno della pubblicazione, lo Association of Nigerian Authors/Cadbury Poetry Prize...

Sulla sorte di Alfieri di Francesco Squarcia

a cura di Piero Venturelli

Non è senza peso, nel definire i caratteri della nostra civiltà, che presso di noi le presenze più persuasive e perenni non siano tanto dei capitani o dei politici quanto di coloro che dell’esercizio della parola scritta fecero la ragione della loro vita. Uomini come Dante, Foscolo, Machiavelli prima di essere testimonianze capitali della nostra vicenda storica ne sono anelli insostituibili...

DIDACTICA

Studio sulle scrittrici romane contemporanee

di Alessandra Giannitelli

Si potrebbe parlare per ore di Roma, della cultura che l’ha attraversata, degli artisti che l’hanno amata, proclamandola città eterna. Si potrebbe, ma sarebbe superfluo – o peggio, scontato – perché Roma è tuttora fulcro di quella cultura, fertile di autori, oggetto-soggetto di opere letterarie e non solo...

La poesia del trauma di Lorenzo Tinti

La modernità si apre con un colpo di scena. Come nella commedia classica un’agnizione cambia le carte in tavola, ma, diversamente che in quella, dove era funzionale a ristabilire lo status quo ante, adesso essa definisce una situazione dagli effetti imprevedibili e potenzialmente drammatici: l’artista e il suo lettore borghese sono fratelli (Ipocrita lettore, mio simile, fratello). La diagnosi spazza via quasi un secolo di idealismo romantico...

LETTURE E ANTICIPAZIONI

Marta Franceschini, La valigia di Agafia

di Magda Indiveri e Mauro Conti

Una valigia grande, quella di Agafia, che stiva tutta la sua vita e quando si apre rovescia sul lettore  i suoi segreti. Come un libro. Quando la apro la prima volta è piena di voci liquide, di meritato  incanto, di sospensione estiva. Come una radio lontana, le voci trasmesse dall’acqua sono prima dimesse, poi chiare, gorgoglianti,  poi improvvisamente si addensano come una nuvola scura, si coagulano in una notizia tragica, una prima morte...

 Giuseppina Rossitto, A zonzo per pensieri

di Mauro Conti

Siciliana, Giuseppina Rossitto guarda alla natura della sua terra di origine come paradigma di uno stato esistenziale, ci presenta le coste siracusane con occhio libero e selvaggio, naturale e disincantato, depotenziato della sua sovrastruttura mitica. Qui la sua Sicilia presenta una natura che somiglia ai quadri di Piero Guccione...

Benedetta Panieri, Antonio Pizzuto nel regno del tempo

di Magda Indiveri

Egli presuppone un lettore filologo che abbia tempo, come ebbe a dire Gianfranco Contini  accompagnando  per la salita questo Joyce italiano: «lo seguivamo a fatica in quell’aria troppo ossigenata». E Montale, icastico come sempre: «Pizzuto richiede una preparazione come chi si appresta ad andare dal prete a confessarsi, una preparazione ascetica»...

Janet Hobhouse, Le furie

di Licia Ambu

Le Furie risucchia sangue e membra. Si tenta di mantenere un certo distacco, ma inutilmente, poiché ci si ritrova dentro parole, ricordi, esperienze della protagonista. Janet Hobhouse si racconta con una naturalezza e una capacità d’analisi che evidenziano debolezze e paure in modo saturo...

POETANDO

Poesie di Maria Rosa Pantè

Chiari-oscuri di Domenico Felice

EVENTI E INTERVISTE

Le riviste di pensiero: in occasione del centenario della rivista

"La Voce" 1908-2008

Bibliomanie presenta alcuni testi inediti o poco noti di

Giuseppe Prezzolini

Spero e credo che siano parecchi quelli che come me sentono la mancanza di un organo autonomo nel quale si possano esprimere i bisogni e i moti di contenuto prevalentemente filosofico e religioso che occupano e attirano gli animi della nostra generazione. Ciò che manca non è tanto la rivista dove deporre...

Candide del Teatrino Clandestino

Sarah Tardino intervista Pietro Babina

Lo scheletro del Candide del Teatrino Clandestino si riempie di segni e simboli:  reliquia di una bizzarra deflagrazione ricomposta con la tecnica del papier collé, idee, visioni, frammenti di materia vi galleggiano insieme con una zattera alla deriva di nome Europa. E di materia si tratta, un palcoscenico-ring, costruito e distrutto, fagocitato da un’azione scenica totale, in febbrile modellamento...

Dietro la luna

Marilù Oliva intervista Barbara Baraldi

E’ Luna Lanzoni che esordisce come scrittrice col romanzo La ragazza dalle ali di serpente, pubblicato per Zoe nel 2007. Ma anche questa Luna, come il nostro satellite, nasconde una faccia segreta, che si sovrappone timidamente al suo pseudonimo: Barbara Baraldi, noirista prolifica, vincitrice del Premio Mario Casacci e del Premio Gran Giallo Città di Cattolica, fotografa e modella dell’ambiente alternativo...

Senza Luce

Gabriele Basilica intervista Luigi Bernardi

Luigi Bernardi è giornalista, traduttore, scrittore saggista e giallista, sceneggiatore nonché regista teatrale, consulente editoriale e talent scout (ha lanciato in Italia alcuni scrittori del calibro di Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Giuseppe Ferrandino, Nicoletta Vallorani). Ha diretto case editrici, riviste e collane di libri e di fumetti (è stato lui a spianare la strada al fenomeno manga in Italia)...

Considerazioni a margine di un libro sulla Morante

Davide Monda

...un’autentica, lunga passione per la Morante, una passione – consentitemi la parentesi autobiografica – che risale per lo meno alla fine degli anni Ottanta, quando un geniale canonista ch’era anche un umanista “di razza”, Giuseppe Caputo, mi disse ore rotundo che, per la mia crescita complessiva – culturale e anche creativa, diciamo così – era importantissima un’intensa, partecipata meditazione delle opere di Rebora, Pasolini, Luzi ma, in special maniera, di Elsa Morante...