Bibliomanie.it

N.34 Settembre/Dicembre 2013

SAGGI E STUDI

'Contro la feroce forza che fa nomarsi diritto'

Giuseppe Verdi, Dispotismo e Libertà

 Rita Belenghi

Non è certo impresa facile cercare di riconoscere nell’opera di Giuseppe Verdi – pur così consistente, così ricca di riflessioni di vario ordine – un tratto apparentemente di secondo piano come il rapporto dell’artista col dispotismo. Eppure, cercando di portare l’indagine non solo entro il corpus verdiano, ma anche nella sua biografia, il dato della ripugnanza verso il dispotismo si pone, come dire, trasversalmente. Si è dinanzi, de facto, a un filo sottile ma (quasi) costante che – nuovo filo d’Arianna possibile – costituisce un aspetto di non poco momento, di là dalle principali, note istanze dell’estetica e della drammaturgia del Nostro. Onde condurre in tal maniera l’analisi...

Karl Eugen Gass, l'allievo prediletto di Ernst Robert Curtius

Stefano Chemelli

Abbiamo cercato di prendere sul serio l’invito di Marianello Marianelli di offrire al lettore italiano la possibilità di conoscere da vicino la voce dell’allievo prediletto di Ernst Robert Curtius, Karl Eugen Gass da Kassel. Era nostra prima intenzione dedicarci esclusivamente alla decennale corrispondenza intercorsa fra l’allievo e il maestro, seguendo alla lettera la preziosa indicazione del germanista di San Miniato, ma ci siamo ben presto resi conto che era opportuno completare un quadro sempre più convincente con una serie di contributi ulteriori, che andavano a definire una personalità di primo rango, e che possedeva tutti i talenti per una splendida carriera scientifica, poi sacrificata alla guerra – per riprendere le stesse battute di Curtius...

Virgilio Malvezzi da Bologna all'Europa

 Edoardo Ripari

Il successo delle opere di Virgilio Malvezzi fu immediato e proseguì per tutto il secolo decimosettimo, in Italia e in Europa. Con il Romulo del 1629 – in cui egli si legava stilisticamente al neostoicismo lipsiano e teorizzava, sin dall’incipit, i cardini dello stile laconico: «mercenario colui che in molti fogli stringe pochi precetti […]. Rubba il tempo che non può restituire […]. Io scrivo a’ principi perché scrivo di principi. Trattenergli in dicerie è un peccare ne’ commodi pubblici. Si medicano i loro malori con le quinte essenze, non si nauseano co’ decotti» – il moraliste petroniano incontrava i gusti di un orizzonte d’attesa pronto ad accogliere la sua soluzione stilistica e ideologica...

Luigi Galvani, scienziato, miles Christi e homme de lettres europeo

La ricerca come stile di pensiero e di vita

Davide Monda

Non solo nell’iperuranio vieppiù algido delle élites intellettuali, ma, più in generale, nel mondo laico e pluralista ove viviamo – o dovremmo vivere – non sembra francamente troppo agevole patrocinare l’attualità della lectio, del messaggio complessivo consegnatoci da Luigi Galvani (1737-1798). Medico, professore e studioso per più aspetti esemplare, di cui restano quasi proverbiali, fra l’altro, il pudore, l’introversione, la mitezza, la generosità incondizionata di stampo squisitamente cristiano, l’indole melanconica che andò via via accentuandosi negli anni estremi, nonché il rispetto sincero per le norme e le tradizioni accademiche e istituzionali, Luigi Galvani fu indubbiamente uomo dell’Ancien Régime: non certo a caso, si oppose, al crepuscolo opaco e cruento del secolo, a Napoleone Bonaparte ed ai nuovi paradigmi di pensiero e di vita che si andavano via via diffondendo e imponendo dopo la Rivoluzione francese...

L'elemento acquatico e le alcove di Paolo Conte

Matteo Totaro

L’alcova è un cronotopo della letteratura, luogo e tempo del racconto che sarebbe superficiale limitare al teatro di un’occasione erotica e di un incontro galante. Vi è ben altro. Il letto è uno dei tanti modi di narrare la vicenda umana che si dipana fra gli ambienti concreti e quelli mentali della vita. A letto uomini e donne si amano e si raccontano, si riconoscono e si perdono per sempre. […] Passando da una camera da letto a un’altra, dai talami nuziali ai nascosti e furtivi ritrovi amorosi, ci si può chiedere se questi luoghi possono essere in qualche modo storicizzati, se mutino i contorni della loro rappresentazione...

Nella cripta sacra di Ramón

Antonio Castonuovo

I primi decenni del Novecento esplodono in mille scintille, dall’Italia alla Spagna, dalla Francia alla Germania. Sono decenni vitali, creativi, sensuali, laicissimi: uno dei rari momenti dell’evoluzione culturale d’Occidente in cui umorismo e scetticismo, libertà e agnosticismo, si sono fusi in una figura originale, il cui sembiante si mostra in una miriade di “ismi”. Dietro ognuno di essi fermentava un gruppetto di intelligenze, di spiriti infuocati, che nei caffè e negli studioli polverosi davano forma a tutti i rivoli dell’avanguardia. E gli “ismi” con cui l’avanguardia europea s’è manifestata sono davvero tanti, a riprova di come in quel momento storico si sia propriamente manifestato un “pluriverso” (la smagliante differenza dei movimenti, dei tipi, delle personalità)...

NOTE E RIFLESSIONI

Un'annotazione ad Actus Tragicus di Davide Monda

Roberto Roversi

Quando mille richiami “crudeli” e mille silenzi di pietra si fanno verbi entro un libro sodo, verrebbe da sistemare sul tavolo del proprio studio – sotto gli occhi della mente e, a ogni modo, non troppo lontano dal cuore – una foresta di mille alberi che ci copre intera; che fruscia con tutte le foglie per non lasciarci distrarre; che agita feroce – ma con rigore algebrico – la nostra immaginazione confusa, il nostro malandato sapere, il nostro (colpevole) desiderio di sonno. Allora mi cattura un preoccupato timore, mescolato a una curiosità zoppicante, nel guardare prima il mucchio ordinatissimo dei fogli, poi nello scorrere con lentezza necessaria questo altro lavoro di Davide Monda, denso di sospirata, battagliera saggezza, nonché di fredde tensioni metafisiche ed escatologiche...

Choice - La scelta

Magda Indiveri

«Se un uomo potesse mantenersi sempre sul culmine dell'attimo della scelta…» 

Colpisce come il filosofo Kierkegaard senta il bisogno di accumulare parole, come se prima del vocabolo “scelta” non possano  che esserci  gradini, salite, baleni. “Sul culmine dell’ attimo”: un bordo altissimo, un parapetto da cui lanciarsi in volo;  margini di spazio e  di tempo, prima di planare su quell’oltre  che implica  un  non ritorno. Perché mai il filosofo pensa sia desiderabile mantenersi su quel culmine, fissare lo sguardo a quell’attimo prima che la scelta inevitabile possa ancora essere evitata?  Se un uomo potesse… Forse per fermare il momento preciso come in un fotogramma, per cogliere il passaggio del pendolo.  La scelta è aria rapida e radente:  il tuffo di una Esterina di vent’anni che ride nel buttarsi in acqua. Euforia dell’aria tersa della scelta. Assaporarne la perfezione prima che si increspi: del resto l’etimologia di choose rimanda a un arcaico ceosan – keus - *geus che è familiare con la parola gusto-gout...

Montesquieu ovvero dello stupore

Alcune considerazioni a partire da

'Studi di storia della cultura'

Maria Panetta

Che mai s’intende, oggi, per “cultura”? Massimo Angelini ne ha ricondotto correttamente l’etimologia al verbo latino colere, nelle sue accezioni di ‘coltivare’, ‘far accrescere’ e ‘venerare’, in un’interessante, affascinante miscellanea edita da CLUEB nel 2012 e curata da Domenico Felice, studioso di fama internazionale che non necessita di troppe presentazioni...

Essenza, divinità, linguaggio

Appunti in margine ad un libro di Maurizio Malaguti

Matteo Veronesi

Si potrebbe davvero dire, per citare Dante, assai caro all'autore, che In humanitatem spiritus di Maurizio Malaguti (I Martedì, Bologna 2005) è un libro «al quale ha posto mano e cielo e terra». Queste pagine sembrano fondere l'immediatezza esperienziale di chi vive nell'essere con le alte speculazioni intorno all'Essere supremo, alla superessentialis divinitas come dice l'Areopagita...

Traduzioni, inediti E rari

E.M.Cioran

Sul vuoto

a cura di Adriano Marchetti

L’antiformalismo di Cioran dipende da un punto di vista ontologico, che si differenzia radicalmente dall’idea di poesia di Mallarmé o di Valéry, per i quali la parola deve sostituirsi all’idea, poiché il linguaggio è fine a se stesso. Per Cioran le parole debbono restare in rapporto sostanziale con la realtà che indicano, benché tale designazione costituisca un mistero, ma un mistero che non deve fare problema. Il vuoto abissale che si può intravedere in fondo alle parole evoca il vuoto che si coglie in fondo alle cose...

Ritratto di Fortunat Strowski (1866-1952)

di Maurice Levaillant

a cura di Davide Monda

Fortunat Strowski. Ora ho il compito di ripercorrerne, dinanzi a voi, la carriera e di farne rivivere lo spirito: era uomo illustre e affascinante. È compito certo gradito: ripercorrendo venticinque o trent’anni, ho avuto l’illusione di ritrovare un po’ della mia giovinezza nella familiarità di maestri e amici – come lui, ahimè, o prima di lui, scomparsi...

Tradurre Tonino Guerra

 a cura di Gillian Forlivesi Heywood

El vìaz

Un dè d’uotobar i s’è mèss a caminé

te fióm éulta i santir ad sabbia e dri

cal linguètti d’aqua ch’al sèlta tra i sas.

...........................

POETANDO

Le case di Cà Mattiozzi  Federico Cinti

NARRARE

Il quinto di Scarlino

Luigi Preziosi

Un fischio lungo, poi uno più breve. Matteo scrutò a destra e sinistra, fin dove l’occhio poteva penetrare il buio della notte sul lungo rettilineo che, flebilmente imbiancato dal chiarore lunare, tagliava netta  la pineta in due. Poi, saltò fuori dai cespugli in cui si era seppellito. Stirò le membra aggranchiate per troppa immobilità, e attraversò la strada con la sua corsa dinoccolata da quindicenne...

DIDACTICA

Insegnamento come processo di ricerca morale

Alberto Cristian Saetta

Le persone, a differenza delle macchine, non possono essere assemblate da altri. Hanno certamente il diritto di ricevere stimoli e aiuti, ma in definitiva non possono esimersi dal partecipare al loro processo educativo, in accordo a una nuova visione di paideia, secondo cui la conoscenza si rigenera nella mente degli allievi.

Un tesoro verde, l'autobiografia di Vico

Monica Fabbri

Vico scrisse un’autobiografia (Vita di Giovanbattista Vico scritta da se medesimo)  fra il 1725 e il 1728. Molte delle notizie riguardanti la sua vita sono tratte da questo libretto, improntato – variatis variandis – su un modello letterario inaugurato, si sa, da Sant’Agostino. Fin qui tutto bene. Ma chi è Gian Battista Vico? Non me ne voglia la Fondazione a lui intitolata che annovera tra gli obiettivi precipui quello della divulgazione del pensiero filosofico dello storico napoletano, ma per i miei ospiti mattutini delle aule liceali “il signor Gian Battista Vico che nacque in Napoli l’anno 1670” è un illustre sconosciuto. Che sia il nome di una via? In effetti, anche scandagliando a fondo i testi riformati, di lui rimangono tracce appena visibili: un brano incomprensibile tratto dai Principi della Scienza Nuova, un commento inutilmente snello che invita il docente...

OFFICINE DELLA RICERCA

Storia dell'Hard Rock

Dalla NWOBHM a Scream Bloody Gore (seconda parte)

Samantha Alessi

La NWOBHM in Inghilterra generò un’irrefrenabile mania tra gli appassionati di Metal, rendendo la scena musicale sempre più grande e frequentata: i fan supportavano le bands presenziando ai concerti e acquistando il loro merchandise.  Le location che fino ad allora avevano ospitato i concerti (per lo più pub e centri sociali) iniziavano ad essere troppo piccoli per ospitare il numero sempre crescente di fan. Le case discografiche iniziarono ad accorgersi di questo fermento, e fu così che – per la prima volta – una major mise sotto contratto una band Heavy Metal: gli Iron Maiden. Fu la major inglese EMI a rilasciare sul mercato l’album di debutto Iron Maiden del 1980, che riscosse un immediato successo in Inghilterra; con l’uscita di Piece of Mind (1983) e Powerslave (1984) la band conquistò la fama mondiale. Gli Iron Maiden vennero così definiti la band che consacrò l’Heavy Metal come fenomeno di massa...

EVENTI e INTERVISTE

15 Ottobre 2013

Oggi Italo Calvino avrebbe compiuto 90 anni

Mirco Dondi

Oggi Italo Calvino avrebbe compiuto novant’anni. Assieme ad Eco e Moravia è lo scrittore italiano del Novecento più tradotto. In un’epoca nella quale si strapubblica e la letteratura è diventata un prodotto da banco a breve deperibilità, l’opera di Calvino non appartiene al polveroso starnazzare di libri mediocri. Si arriva alla letteratura se si riflette sugli strumenti che la compongono. Calvino ne era perfettamente cosciente, per lui il percorso di costruzione parla quanto la trama. Calvino ritiene la letteratura una ricerca di conoscenza, come scrive nelle Lezioni americane. E già con il suo primo romanzo di tema resistenziale, Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato nel 1947, i dilemmi della guerra civile, la fragilità umana dei combattenti, le loro indecisioni sono state raccontate con una capacità esplicativa tale da anticipare di decenni le acquisizioni storiografiche...

Sergio Solmi 'militante'a Bologna

Stefano Chemelli

Sergio Solmi critico militante. Un itinerario nella letteratura italiana del Novecento, edito da Stilo (2013), ha il dono non comune di essere scritto da uno “studioso testuale” – come l’avrebbe definito René Wellek. E non è un caso che ad Antonio Giampietro sia cara la figura di Renato Serra, l’insigne critico cesenate al quale egli ha dedicato alcuni approfondimenti d’indubbio valore. La capacità di scandagliare i testi, di leggere a fondo le riviste, di penetrare in una storia intellettuale affatto singolare come quella di Solmi – forse il primo, fra l’altro, a scoprire il genio di Montale – viene da una passione e un’acribia potente, da una devozione autentica di pensiero e sentimento. Giurista, saggista, filologo e poeta, Sergio Solmi (1899-1981) ha lavorato una vita ...

Sul femminicidio

Cause e possibili rimedi

Giovanni Ghiselli

Continua a gocciare sulle nostre coscienze lo stillicidio del sangue uscito fuori dal corpo di donne uccise da uomini che non sopportano di essere lasciati. Invece di limitarsi a lamenti come quelli di Arianna abbandonata da Teseo, o a querimonie simili al piagnucolare di Orfeo che, non senza colpa, ha perso Euridice, costoro infieriscono sul corpo delle ex compagne facendone scempio. Tali orrendi misfatti, che si ripetono pressoché ogni giorno, vengono puntualmente, giustamente e quasi unanimemente esecrati dalla stampa. Ma sinora non sono stati fermati, né ridotti di numero, di frequenza, e, anzi, sono in aumento. Provo allora ad indicare una modesta spiegazione delle cause e una men che modesta proposta di rimedio.

Finalmente è la fine del mondo

 Leonardo Caffo

conversazione con Elisabetta Brizio

Finalmente è la fine del mondo, una riflessione per superare quella «tautologia abissale che vede l’uomo degno perché uomo»… Per non sparire nel dominio delle morti, per compiere uno scatto in avanti: un nuovo profilo umano dovrà allora delinearsi trasvalutando pensiero, azioni e omissioni praticati con una irriflessività più o meno giustificata. L’uomo e la sua opera, nei termini espressi fino ad ora, entrano definitivamente in crisi, anzi stanno cooperando alla distruzione del mondo. «Finalmente» nel suo romanzo è anfibologico. Per il momento è come dire: infine, per ultimo, in relazione al tempo che qui ha termine. Romanzo filosofico di dissoluzione – benché nell’epilogo venga indicata una chance all’autodistruzione –, opera breve, serrata, volta alla ricerca delle ragioni che hanno determinato, «finalmente» – si vedrà il perché –, l’esaurirsi dell’esistente. Lei scrive, nella nota editoriale, che quest’opera è l’esito di lunghe riflessioni, ed è la stessa sensazione del lettore per quel che attiene all’intelligenza del testo. Che idea ha del mondo lei così giovane, dunque ancora immune da quel sentimento triste, frustrante e deleterio, che è la rassegnazione?...

Master di comunicazione storica 2013

Mirco Dondi

La concezione dei master universitari è quella di offrire competenze e attività che non sono presenti nei corsi di laurea, ma soprattutto la funzione dei master è quella di professionalizzare i suoi partecipanti, favorendone l’immissione nel mondo del lavoro. Nel 2009, quando è stata avviata la prima edizione, sono stati interpellati dirigenti di alcune tra le più grandi aziende dell’industria culturale: network televisivi, case editrici, case di produzione cinematografiche e documentarie, fondazioni, musei pubblici e privati. La domanda che è stata loro rivolta era: quali competenze dovrebbe possedere una persona che viene assunta da voi? Che tipo di personale vi serve? Tutti concordavano su una preferibile formazione umanistica, ma richiedevano...

 

Bibliomanie.it