Bibliomanie.it

N.20 (Gennaio/Marzo 2010)

SAGGI E STUDI

Montesquieu medico?

di Domenico Felice

Il frutto più avvelenato del vetero-marxismo, o, il che è lo stesso, del marxismo volgare (la faccia vera, a dispetto delle apparenze, dell’ideologia capitalistica imperante), è che il pensiero, qualunque pensiero, deve essere utile, qui e ora, altrimenti non esiste. La celebre affermazione di Cartesio: penso, dunque sono, è falsa. L’affermazione vera è un’altra: sono utile, dunque sono. È l’utilità che fonda l’esistenza e le dà senso. Il che è come dire, tutto è profitto. Ovvero, con una formula à la Heidegger: l’essere è il profitto...

Una meditazione filologica sull'Amleto

di Luigi Weber

Quando, nel 1977, Heiner Müller pensa ad Amleto, pensa probabilmente al giovane Laurence Olivier, che dall’alto della scogliera apostrofa verboso («BLABLA») le onde, mentre alle sue spalle – l’anno del celebre film è il 1948 – si innalzano ancora i fumi apocalittici di un’Europa in rovine. La medesima Europa dove, nel dramma shakespeariano, Norvegia, Polonia e Danimarca si combattono per un lembo di terra senza valore, nemmeno grande a sufficienza da ospitare le tombe degli uomini che vi moriranno. La stessa Europa che, di lì a poco, si getterà a capofitto nell’immenso carnaio della Guerra dei Trent’Anni...

Un sensore del Novecento

Alfredo Panzini Dizionario moderno

di Antonio Castronuovo

Montale considerava il Dizionario Moderno, volume che Alfredo Panzini (1863-1939) aveva pubblicato nel 1905 (nuove edizioni arricchite nel 1908, 1918 e 1923), «uno dei suoi lavori più significativi», nel quale l’autore aveva raccolto «una selva di neologismi e di parole di conio quanto mai avventuroso». E davvero si tratta di opera che, sebbene poco nota, reclama attenzione proprio in virtù di quella selva di parole avventurose che ne fa un repertorio di tutto quel che all’epoca suonava inusitato...

Medea o la tragedia de la banalidad

di Antonio Hermosa Andújar

Es posible que la contemplación de las tragedias provocara, como escribiera Aristóteles, una catarsis colectiva entre los espectadores, pero para el lector moderno significa sobre todo inyectarse una buena dosis de cordura con la que hacer frente a cierta inocencia o a la inercia y demás venenos de lo rutinario. Y eso, me parece, ocurre incluso con la más desazonadora de todas, la que mayor desasosiego produce inicialmente en el alma de quien desprevenidamente se acerca a ella por primera vez o sin saber de lo que va, porque una madre que deliberadamente sacrifica a sus hijos no sólo viola las leyes de la naturaleza en el corazón, no sólo inmola el amor en su propio altar, sino que regala al odio un festín extra en el mundo de la razón...

Francesco Selmi

Scienze e lettere per unire l'Italia e fare gli italiani

Piero Venturelli intervista Achille Lodovisi

Achille Lodovisi è uno dei più profondi conoscitori della storia, della cartografia, dell’idrografia e degli ambienti culturali ed artistici dei territori di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna, nonché della Toscana settentrionale. Da diversi anni sta studiando la vita e le opere di una delle maggiori personalità italiane dell’Ottocento, l’insigne chimico, letterato e patriota Francesco Selmi; inoltre, sta partecipando all’inventariazione del ricco fondo documentario Selmi di Vignola. Lodovisi è pertanto in grado di parlarci in maniera approfondita e a tutto campo di questa interessantissima figura del nostro Risorgimento...

L'ultima rivelazione. Guido Ceronetti traduttore

di Magda Indiveri

L’Apocalisse viene dopo. La catastrofe, la caduta degli astri, l’ultimo giorno: tutto questo è aggiunto, interpretato,  quasi posticcio. Se in principio fu l’Apocalisse di Giovanni,  su ciò che si dice nel testo di partenza è stata rovesciata  una rete interpretativa,  e  apocalittico ha trovato la sua collocazione nei dizionari, accanto a bovarismo,  donchisciottesco,  kafkiano...

Gli Amori garibaldini di Ippolito Nievo

di Luigi Preziosi

Negli Amori garibaldini si può seguire tutta la storia della campagna del Cinquantanove, nella gioia delle prime battaglie e nella costernazione dell'armistizio peggiore di una sconfitta, nel riso squillante dei giovani volontari e nell'interno sgomento innanzi all'ignoto avvenire”. Così Dino Mantovani, autore della più antica biografia critica di Ippolito Nievo...

NOTE E RIFLESSIONI

Una commissione di garanzia nell'ateneo di Bologna

di Giovanni Greco

L’attuale politica culturale del nostro paese non marca, di norma, il raggiungimento di mete ideali: è amministrazione, burocrazia, prassismo quotidiano, e tutto sembra tendere a divenire negoziato fra le varie componenti. Troppo spesso, non è certo un mistero, mancano radicalmente idealità, aspirazioni virtuose e passioni autentiche. Oggi esistono sistemi sofisticati che appaiono e scompaiono, che parlano il linguaggio della democrazia paludata, utilizzando tuttavia la ricattabilità di taluni uomini politici per infiltrarsi nelle istituzioni, per sedurre gli intellettuali più fragili, in un Paese sì pieno di credi, ma vuoto di religione, in un Paese dove non manca la libertà, ma, parecchie volte, gli uomini liberi...

La letteratura nella scuola e lo scolasticismo

di Maurizio Clementi

La letteratura, qualsiasi letteratura, cioè qualsiasi testo di qualsiasi tradizione o di qualsivoglia modernità o contemporaneità, può essere studiata a scuola, naturalmente usando qualche precauzione di metodo, e isolandone l’oggetto della didattica, cioè l’oggetto della conoscenza condivisa in classe; ma la pratica scolastica è una pratica che non è aliena toto corde dalla letteratura; anzi la creazione letteraria stessa la prevede, prevede che si possa dibatterne il significato in una comunità scolastica e se ne possa fare in qualche modo conoscenza. Anche un autore molto critico verso la scolasticità della poesia come Zanzotto (un tempo docente anche lui) scrive che «della poesia, che oggi accompagna ben pochi aldilà dell’infanzia e comunque dell’età scolare, durerà forse un’eco più lunga negli animi, mentre continuerà l’aspro riesame  che si sta facendo della sua posizione nella scuola-scuoletta»...

Il sentimento del tempo nei poeti del novecento

di Alessandro Castellari

Antica e nuova la domanda sul tempo, perché la dimensione temporale è sempre stata decisiva per la riflessione estetica e la creazione letteraria, ma nel Novecento essa si pone al centro di una contraddizione: fra “l'ossessione moderna del tempo, l'incapacità di vivere senza il punto fermo degli orologi”, ovvero la “cronocrazia”, e la qualità non mensurale di essa che spesso solo i poeti riescono a cogliere: l'attimo ineffabile, il tempo sacro, la rivelazione epifanica, il “tempo opportuno” (il “kairós” dei greci), il suo scorrere precipitoso. La stessa polisemia della parola “tempo” sembra nascere dal suo carattere primitivo, polimorfo, intuitivo e analogico. Scriveva Henry Bergson...

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

Due ritratti classici di Blaise Pascal: Sainte-Beuve e Faguet

(a cura) di Davide Monda

Pascal era uomo di gran cuore e, insieme, di grande intelligenza, cosa piuttosto rara negli spiriti grandi; e tutto ciò ch’egli ha fatto nell’ambito dell’intelletto e in quello del cuore è improntato ad una notevole originalità e capacità d’invenzione, che testimoniano forza, profondità ed una ricerca appassionata e quasi accanita della verità. Nato nel 1623 da una famiglia che si era distinta per ingegno e virtù, educato liberamente da un padre ch’era egli stesso di mente elevata, Pascal aveva ricevuto dalla natura qualità mirabili, un’eccezionale attitudine per il calcolo ed i concetti matematici, e una squisita sensibilità morale, che lo rendeva appassionato al bene e nemico del male, bramoso di ...

Judith Ortiz Cofer

(a cura) di Rita Chiappini

I testi qui tradotti provengono da due raccolte di Judith Ortiz Cofer ( Portorico 1952): A love story beginning in Spanish  (2005) e The Latin Deli (1993). La Cofer, che è Franklin Professor di Inglese e scrittura creativa all’Università della Georgia, comincia ad essere amata negli Stati Uniti per lo stile particolarissimo, frutto dei suoi continui spostamenti dall’area linguistica dei Caraibi e quella Nord- Americana, e del suo continuo sentirsi fuori posto, straniera. La sua carica vitale e la sua ironia, ancorate al quotidiano per mezzo delle memorie portoricane filtrate attraverso la figura della madre quasi mitica, e alla letteratura alta grazie alla cultura classica ( Orazio e il Tropico del Cancro) rendono le sue lezioni –conversazioni una esperienza davvero potente per il pubblico; tutto questo, e molto di più, si ritrova nei suoi testi,  a un tempo caldi e razionali...

POETANDO

Ballata contro gli stili prevalenti di Davide Monda

Quotidiani infiniti di Maria Rosa Pantè

Filastrocca per bambini (cresciuti) di Giuseppe Zunica

Il poeta è morto di Daniel Cundari

Il primo canto dell'inferno italiano di Alessandro Castellari

NARRARE

Dialogo della luna e di Leopardi

di Lorenzo Tinti

LEOPARDI: Tranquilla; perito perfino l’inganno estremo, nulla è più in grado di ferirmi. Nessuna cosa vale ormai i moti del mio stanco cuore. Rimugino su quando l’infelicità mi occupava per intero, e sapevo dall’oggi ciò che mi aspettava domani. L’infelicità mi riempiva talmente che non avevo voglia d’altro. A distanza di tempo, da quando essa mi lasciò di colpo, avverto un vuoto, e non ho più difese contro me stesso. Questa superficie di marmo che sono diventato mi disgusta; nondimeno mi ha donato un metodo. «Fuori dal metodo un pessimista può soffrire quanto vuole, ma non diviene pessimista per questo. Lo diviene in virtù del metodo. Così il pessimista può rivolgersi con diritto agli sventurati huius mundi habitatores solo se e in quanto s’è messo tra parentesi nel metodo. Anzi, egli può arrivare a dire: “il compito del pessimista è quello di indagare la verità definitiva”, e può aggiungere che di verità definitiva si può parlare solo secondo il metodo pessimista, e che sempre secondo questo metodo la verità si può indicare quasi con un dito»...

DIDACTICA

Un canone di letteratura per il secondo novecento

di Karin Buoso

Nell’odierna occasione vorrei soffermarmi su una sezione di questo lavoro: lo studio e il confronto condotti su tre antologie del triennio, in riferimento a come esse affrontano il ‘900. Le antologie selezionate per tale ricerca sono state scelte sulla base di una serie di  interviste condotte ad insegnanti di triennio di scuola superiore appartenenti all’ADI (Associazione degli italianisti, sezione didattica) e provenienti da città diverse; ne è risultato che i libri di testo tra loro più adottati erano: l’antologia curata da Romano Luperini, quella di Armellini-Colombo e, infine, quella coordinata da Ezio Raimondi...

LETTURE E ANTICIPAZIONI

Maria Giuseppina Muzzarelli Un'italiana alla Corte di Francia

letto da Alessandro Castellari

Christine de Pizan, ovvero Cristina di Pizzano, è un'intellettuale vissuta fra il Tre e il Quattrocento alla Corte di Francia: ella trae il suo titolo di piccola nobiltà da una frazione di Monterenzio, a una ventina di chilometri da Bologna, da cui proveniva la famiglia del padre Tommaso, un eminente dottore dello Studio bolognese che volle dare alla figlia, cosa insolita a quei tempi, un'istruzione completa e che le trasmise la passione per i libri e per lo studio. Scrive Maria Giuseppina Muzzarelli nel suo bel saggio, Un'italiana alla Corte di Francia: “L'educazione impartitale dal padre è il marchio della differenza. È l'origine e il centro di questa storia”...

Arthur Rimbaud Illuminations trad. e commento di A. Marchetti

letto da Lorenzo Tinti

In Adriano Marchetti, l’annosa frequentazione della letteratura francese pare prediligere quei luoghi di essa in cui gli istituti che la costituiscono – e in primis la lingua – generano e insieme patiscono l’urgenza di ridefinirsi, in un incontenibile empito di fondazione e di liquidazione. Gli autori del suo canone (Maurice de Guérin, Arthur Rimbaud, René Char, Max Loreau, Simone Weil, ma anche figure ibride, tra scrittura creativa e scrittura critica, come Jean Paulhan o Suzanne Lilar) lo dimostrano: l’audacia espressiva e sperimentativa, la fulminea simultaneità dell’evocazione, il superamento della distinzione tra denotazione e connotazione, «la materialità del testo, sonora e scritturale» come invenzione del «processo della propria formazione» sono i caratteri che sembrano orientarne la scelte ermeneutiche...

EVENTI E INTERVISTE

Intervista a Barbara Garlaschelli su Non ti voglio vicino

di Marilù Oliva

Hai scelto di ambientare “Non ti voglio vicino” in un lasso di tempo compreso fra il 1939 e i giorni nostri. Perché la decisione di partire da un momento così drammatico della storia contemporanea? 

I motivi sono numerosi. Prima di tutto perché volevo raccontare di due tipi di guerre: quella nella sua accezione più classica e poi  un’altra guerra, più subdola, che non utilizza fucili né cannoni, ma che miete numerosissime vittime in egual modo. É la guerra che si combatte tra le mura domestiche, nei rapporti famigliari. Un altro motivo è perché...

Come un'ombra nel sonno del giorno

Un ricordo di Alda Merini

di Alessandra Giannitelli

Occhi verdi, sorriso rosso fuoco e sigaretta: ce la ricordiamo più o meno così, la “Dafne accecata dal fumo della follia”. Se ne è andata come un verso di una sua poesia, una di quelle in cui amore e morte si intrecciano in una danza leggera e appassionata. Lei, che nella vita ha sempre continuato a credere, fino all’ultimo respiro, nonostante la sua difficile e travagliata esistenza; “Io come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita, buttata fuori dal mio desiderio d’amore” si legge in Ballate non pagate (Einaudi, 1995).Eppure lei quella vita rubata l’ha difesa fino in fondo e nel suo “desiderio d’amore” è rientrata a forza e ha ricostruito sé stessa, tra i cocci che la malattia e la sofferenza le avevano lasciato. Come “una fata che vuole che il suo Pinocchio diventi carne...

Tra le pagine dell'interculturalità

Impronte di vent'anni di letteratura migrante

di Alessandra Giannitelli

Un seminario dell'Università di Roma

Era il 1990 e nel mondo letterario italiano iniziava a prendere forma un fenomeno che per anni era rimasto sospeso tra storie di stenti e di sopravvivenza e con il quale paesi come Francia, Gran Bretagna e Germania avevano già iniziato a confrontarsi da tempo: la cosiddetta letteratura di migrazione. A differenza dei suoi precursori europei – che avevano già sperimentato multiculturalismo e immigrazione – l’Italia era ancora alle prese con la percezione di sé come popolo di emigranti e stava lentamente cominciando a rapportarsi con il fenomeno inverso e parallelo, l’immigrazione, nel cui incremento si poteva specchiare e vedervi riflesso il futuro del proprio passato di emigranti...

 

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