Bibliomanie.it

 

N.24 Gennaio/Marzo 2011

SAGGI E STUDI

I Colloqui di Guido Gozzano

Una interlocuzione con i segnali dell'assente

di Elisabetta Brizio

I colloqui uscirono con Treves un secolo fa, verso la fine del febbraio del 1911. Il titolo del secondo libro di rime di Guido Gozzano ha carattere programmatico, esplicativo insieme di una intenzionalità artistica e di una intonazione verbale. “Cum loquere”, “parlare con”. O, detto altrimenti, “colloqui”, “parlare insieme”: codificare un messaggio che supponga un interlocutore, e nel canone crepuscolare tale presupposto finisce per dar luogo a una conversazione deliberatamente informale, in abbassamento tonale rispetto al carduccianesimo e al dannunzianesimo - si è detto e ripetuto fin quasi all’esaustione. Ma, al di fuori del luogo comune immediatamente ci immettiamo in un’altra considerazione non meno convenzionale, tuttavia non altrettanto marginabile: è in questione, con il diffuso versificare in dimessità di ritmo dei crepuscolari, una reazione alla contemporaneità attraverso lo smascheramento del sublime ipocrita della fatiscente borghesia protonovecentesca e dei valori dell’età giolittiana, il “tempo nostro mite e sonnolento”...

Il Rinascimento secondo protagonisti del Risorgimento petroniano

di Davide Monda

Non solo e non tanto perché, da anni, vado occupandomi di questioni culturali cinquecentesche, mi sembra di aver trovato tre buone ragioni per discorrere, pure in questa occasione, di Rinascimento – e più precisamente, ratione materiae, della ricezione del Rinascimento in epoca risorgimentale. La prima è legata alla rilevanza assoluta, forse incomparabile – è communis opinio fra gli storiografi europei dal Settecento ad oggi – di questo movimento socioculturale, almeno per quanto concerne l’Italia moderna. Ma vorrei proporre sùbito, in tal senso, uno spunto di riflessione...

Leopardismo di Alessandro Poerio

di Luigi Preziosi

Pur se in maniera certamente meno palese rispetto agli altri "maggiori" del suo secolo, anche Leopardi, nell'arco di tempo che va dal 1837 all’inizio del secolo scorso, ha avuto una schiera di epigoni, che ne hanno evidenziato alcuni tratti a scapito di altri, in consonanza generalmente con lo spirito romantico prima, tardo romantico poi dell'epoca. Il che, tra l'altro, anche a prescindere dalla statura letteraria dei protagonisti, ha provocato una sensazione diffusa di esaurimento delle possibilità del magistero poetico del Recanatese alla svolta del nuovo secolo, poco prima che altra svolta, questa di intima intelligenza dell'autore da parte di una nuova generazione di poeti, gli desse nuovo impulso...

Cristina Campo, tecnica dell'impossibile

di Massimo Morasso e Sarah Tardino

Con rara misura e carsica presenza Cristina Campo – nome connotato di Vittoria Guerrini (Bologna, 1923 - Roma, 1977) – attraversa la letteratura italiana dal dopoguerra agli anni settanta. E la sua forma di “critica poetica” costituisce, ad avviso oramai di molte voci de race, un unicum nel panorama della seconda metà del secolo...

Per leggere il Mein Kampf in modo nuovo

Carl Gustav Jung e l'archetipo Wotan-Odin

  di Pierluigi Tombetti

In questa analisi del background storico precedente e successivo al Mein Kampf, evidenziamo aspetti poco noti, in grado comunque di offrire un punto di vista complementare ed integrativo rispetto a quelli già conosciuti. Si è scelto qui di utilizzare la visione junghiana del nazionalsocialismo, perché rivela più di altre talune caratteristiche chiave di Hitler, che divengono evidenti se esaminate sotto questa luce, e ben riconoscibili nel Mein Kampf: caratteristiche che lo accomunano, più in generale, a tutta la cultura völkisch. Ma vediamo dunque qual è stato l’apporto di Jung in questo contesto.

La lezione feroce di Genet

Verso una biografia intellettuale

di Neil Novello

All’origine di uno tra i massimi autori contemporanei – poeta e drammaturgo, romanziere e filmmaker –, vi è un numero di matricola: 192102. Nell’asfittica clinica ostetrica Tarnier di Parigi, il 19 dicembre 1910, Jean Genet nasce da Camille Gabrielle Genet. Senza padre, nell’estate del 1911 è abbandonato anche dalla madre (che morirà di malattia nel 1919). Dalla clinica al brefotrofio, è immatricolato (e già orfano) all’Hospice des Enfants-Assistés. Camille non è più madre: Genet è figlio della pubblica assistenza...

Ipotesi e tesi sulla guerra nel XX e XXI secolo

di Alessandro Boselli

Gli eventi storici non possono essere completamente compresi se non viene dedicata una particolare attenzione alla guerra, poiché essa rappresenta non solo lo scontro tra due o più eserciti, fra strutture logistiche e strategie, ma fra Stati; i conflitti armati sono il luogo di confronto tra economie industriali, tra la determinazione e la motivazione di due popoli o sistemi di alleanze. La guerra ha una storia antica quasi quanto quella dell’uomo...

NOTE E RIFLESSIONI

Rifiuti e civiltà

di Giovanni Ghiselli

Il caso dei rifiuti, ha detto di recente De Magistris ad Anno Zero, è “un problema di civiltà elementare”. Credo che non si possa non essere d’accordo. Travaglio, nella stessa trasmissione, ha ricordato un’affermazione del Pericle di Tucidide: ci sono leggi alle quali ognuno obbedisce, anche se non sono scritte, poiché non osservarle comporterebbe un disonore riconosciuto da tutti. Tali norme sono poste a tutela di chi subisce ingiustizia...

Annotazioni storiche e filosofiche sullo zero

di Giovanni Greco

Lo zero rappresenta un affascinante territorio di congiunzione fra matematica, storia e scienze umane, ogni ambito legato all’altro, in una realtà ideale, priva di frontiere, in una repubblica della scienza che si è costruita un suo spazio anche in settori molto complessi. Il caso dello zero è un caso emblematico perché la matematica, come la massoneria, ha la capacità di passare dall’osservazione delle cose visibili all’immaginazione delle cose invisibili, marcando così uno dei suoi segreti più profondi...

Tacito futurista

di Monica Fabbri

Marinetti tradusse La Germania di Tacito per la “Romana” nel 1928 perché, a suo dire,  «offriva un modo giovanile di iniziare una giornata caprese piena di lunghe arrostiture al sole, tuffi a capofitto nelle liquide turchesi delle grotte verso cieli inabissati, conversazioni immense colla futurista Benedetta mentre allatta la nostra pupa rumorista»...

 I Sommersi e i salvati dall'abisso

Sul dramma antropologico di Levi

di Lorenzo Tinti

La pubblicazione de I sommersi e i salvati (1986) precedette di appena un anno il suicidio dell’autore. Dopo un quarantennio dalla scrittura di Se questo è un uomo, Primo Levi tornò alla sua esperienza della deportazione e dell’internamento nel Lager di Auschwitz III-Monowitz, per lasciare ai posteri un saggio che rappresentasse insieme il suo testamento spirituale e una delle più lucide e inquietanti analisi antropologiche dell’uomo contemporaneo...

Un Rettore autenticamente liberale

Ritratto di Felice Battaglia

di Davide Monda

Nel complesso e complicato divenire della lunga, travagliosa storia filosofica occidentale, campeggiano taluni pensatori che hanno segnato, in maniera decisiva quanto inobliabile, un certo contesto spazio-temporale: mi riferisco qui, rispettivamente, a Felice Battaglia e all’Italia. Invero, Felice Battaglia (1902-77) costituisce senza dubbio uno dei non troppi (a dirla giusta) personaggi-chiave che hanno dato stimoli e alimenti di rilievo alla riflessione italiana del Novecento. Sia lo sviluppo, graduale quanto fervido, sia la cospicua “storia degli effetti” della sua originale e profonda riflessione sono stati ripercorsi e commentati, dagli anni ’70 a oggi, da intellettuali d’intelligenza, fama e respiro internazionali: mi piace...

Architettura e Arte di Stato durante il Fascismo

di Federico Cinti

Chi volesse ripercorrere, pur sinteticamente, le vicende dell’architettura e dell’urbanistica italiane durante il ventennio fascista, trarrebbe di certo utili spunti dalle polemiche sull’“arte di Stato”, riconsiderando i significati attribuiti da architetti e critici ai termini “classico”, “moderno”, “razionale”, che divengono qui assai sfuocati nell’intenzionalità, sovente dettata da un quadro oltremodo articolato, nonché denso di forti, talora stridenti giustapposizioni...

Traduzione e svelamento poetico nella lingua di Pasolini

di Sarah Tardino

In poesia tutto è traducibile. Una riflessione sulla poesia di Pasolini può forse partire da questa considerazione, e porre il problema del passaggio da lingua a lingua quale tema fondante della riflessione sul linguaggio e sulla possibilità etica e storica che l’appropriarsi di una lingua poetica dischiude. Tale asserzione non è mero rovesciamento: appare invece necessità di approccio, se si pensa che l’autore di Poesie a Casarsa scrive «non siamo più a un cromatismo dialettale, ma siamo ancora in un ambito di fisicità, ossia di intraducibilità»...

A Bordeaux, ricordando Montesquieu e altri universi di pensiero e vita

Note e riflessioni da un Diario di Viaggio

di Tommaso Gazzolo

Alloggio al 27 di rue du Parlement St.-Catherine, davanti alla Rue Margaux, ove Montesquieu andò a vivere nel novembre del 1715, dopo le nozze con Jeanne de Lartigue. Ragazzini giocano con le trottole su Place de la Comédie, davanti al Grande Teatro.I portici sono tristi e luridi, con le loro petites colonnes corinthiennes, e ad Ilaria dico una fatuità: anche Stendhal dice che “ce triste portique n’est point lieu de rendez-vou comme le charmant portique de Brescia”. Lei sorride, perché lo scrittore ha nominato la sua città...

POETANDO

Altri canti di limpida amarezza di Davide Monda

Poesie di Ilaria Besutti

Sul sentiero di neve di Maria Rosa Pantè

A mio padre di Domenico Felice

DIDACTICA

Panorama storico-critico dell'editoria italiana del '900

di Maria Panetta

Il Novecento italiano si apre con un periodo di declino dell’attività editoriale, che raggiunge i suoi minimi nel 1905, per poi riprendere a crescere nel decennio antecedente all’esplosione del primo conflitto mondiale. [...]Com’è noto, l’invenzione della stampa risale alla metà del Quattrocento; Johann Gutenberg di Magonza, orafo di professione, nel 1448 iniziò a produrre libri adottando la tecnica di stampare con caratteri mobili di metallo anziché tramite un blocco unico di legno o di metallo: questa la sua rivoluzionaria intuizione. Dopo la metà del secolo...

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

Invito alla lettura di tre pensatori europei del '900

Alain, Paul Valéry, Simone Weil

a cura di Adriano Marchetti

Il desiderio ha più fantasia dell’inclinazione e non è sempre in rapporto al bisogno. Non si può desiderare una cosa di cui non si ha esperienza. Per questo non c’è limite ai desideri che gli inventori possono suscitare in noi, come di aereo, radio, televisore, di andare sulla luna, ecc. Si desidera qualcosa di nuovo. Saggezza vuole che regoliamo i nostri desideri sui nostri bisogni e persino (poiché si acquisiscono bisogni) sul livello medio degli uomini...

Lei raccontò la propria storia

alla radio

 di Eduardo Estévez

traduzione dal galiziano di Roberto Righi

Eduardo Estévez è nato nel 1969 in Argentina, a Buenos Aires, e nel 1995 si è trasferito in Galizia, a Santiago de Compostela, dove tuttora risiede. Ha esordito con due raccolte di poesia in castigliano (Catedrales de perfil, Buenos Aires, 1990, e Ya tan deshabitado, Maracay, Venezuela, 1994), ma in seguito ha adottato il galiziano come lingua d’espressione letteraria. Le sue raccolte di poesie hanno ricevuto vari premi. Ricordiamo, in particolare, lúa gris (1998, finalista del Premio Tivoli Europa 1999), caderno apócrifo da pequena defunta (2003, Premio Baleirón 2002), derrotas (2004, Premio Concello de Carral 2002) e construcións (2008).Eduardo Estévez ha creato uno dei primi siti web dedicati alla poesia in gallego (www.luagris.net), è autore di alcuni blog e microblog e ha sviluppato vari progetti di creazione poetica in Internet. Il blog en construción (http://enconstrucion.blogspot.com/) è il diario della scrittura di un libro di poesie. In esca e pedra (http://culturagalega.org/opinion/escaepedra/) Eduardo pubblica poesie settimanali su temi aleatori tratti da Wikipedia utilizzando la funzione “una voce a caso”...

LETTURE E RECENSIONI

Un canzoniere nel caos postmoderno

Lo Speculum Salutis di Federico Cinti

letto da Adriano Marchetti

Nel volume, mirabile di rigore e di audacia, sono versati 366 sonetti, opportunamente numerati e raggruppati in parti uguali nelle tre sezioni: “A Giulia”, “A Giulia che parte”, “A Giulia e Federico”. Il trittico non dissimula la ‘fonte’: versi e lire che hanno ritmato la poesia occidentale. Lo attestano le epigrafi, fungenti da vestibolo per ogni sonetto, esibendo non solo la vasta ‘biblioteca mentale’ dell’autore, ma anche il mosaico dei ‘giganti’ che lo sorreggono sulle spalle, e senza i quali non avrebbe potuto intravedere gli orizzonti ritagliati in questo, che definisce un canzoniere – ancora uno dei possibili, dopo quello di Petrarca...

Matteo Veronesi / Elisabetta Brizio

Heptaplus. Quattordici esercizi di bibliomanzia

Il titolo e il sottotitolo, in apparenza arcani, di questo libro alludono, da un lato, all'idea rinascimentale della coscienza culturale come settimo giorno della creazione, dell'autocoscienza o coscienza riflessa come compimento ideale dell'universo, come vasto silenzio in cui la realtà e il pensiero vedono ed inverano se stessi nello specchio della riflessione; dall'altro, all'antica (ma anche moderna: D'Annunzio «estremo de' bibliomanti») arte della bibliomanzia, della conoscenza profonda, in certo modo profetica, che si ricava, o che ci si illude (ma quanto vitale e salutifera illusione) di ricavare, dallo scrutare e dall'auscultare, senza schemi preconcetti (e anzi concedendo al mistero, all'engima, all'imponderabile, ciò che a sé rivendicano nel percorso della vita, della conoscenza e della creazione), la selva di segni della scrittura e del testo...

 

 

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