Bibliomanie.it

N.26 Luglio/Settembre 2011

SAGGI E STUDI

Sulla conversione di Manzoni

di Ezio Raimondi

Per quanto la conversione costituisca un fatto determinante, capitale, nel destino di uno scrittore e di un uomo, Manzoni non amava parlarne. Restano solo poche allusioni: una, ellittica, a san Paolo, e alcuni racconti riferiti, ma probabilmente degni di fede, su ciò che accadde in quel famoso 2 aprile 1810, quando Manzoni con la giovane moglie, Enrichetta, si trovò a Parigi, nel pieno dei festeggiamenti per le nozze di Napoleone. Si sa che a un certo punto, nella confusione generale, la moglie svenne, e i due restarono divisi. E finalmente Manzoni si ritrovò nella chiesa vicina di San Rocco, con una sorta di nuova epifania...

Adelchi, o della fede tradita

di Maria Panetta

Nel 1820, in seguito alla pubblicazione del Carmagnola (elaborato a partire dal 1816), Manzoni si dedicò alla lettura dei Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores e dei Rerum Italicarum Scriptores di Muratori. L’amico Fauriel, col quale era impegnato, nel frattempo, in un serrato confronto su problemi teorici, gli suggerì l’idea di dedicare una tragedia al personaggio di «Adolphe», ovvero Ataulfo, re dei Visigoti. Il 17 ottobre di quell’anno, però, Manzoni....

L'Esprit des lois di Montesquieu

Verso una fenomenologia invincibile del dispotismo universale

di Domenico Felice

Alcuni decenni addietro, in uno dei suoi studi più acuti e originali, Montesquieu. La politique et l’histoire, Louis Althusser ha rilanciato con forza l’ipotesi interpretativa, di origine settecentesca - divenuta successivamente un vero e proprio Leitmotiv della letteratura critica -, secondo cui il dispotismo teorizzato da Montesquieu nell’Esprit des lois avrebbe ben poco o addirittura nulla a che vedere con le concrete realtà storico-politiche (per lo più orientali) cui costantemente, in modo esplicito o implicito, allude o rinvia, ma sarebbe piuttosto un concetto polemico o ideologico, ovvero una «caricatura» dell’assolutismo moderno (nella fattispecie di quello di Luigi XIV), la cui funzione principale, se non esclusiva, sarebbe stata quella di mettere in guardia i monarchi europei settecenteschi, anzitutto francesi, sui rischi insiti nelle loro ‘inclinazioni’ e ‘tentazioni’ dispotiche...

El Alejandro de Racine

o la sumisión de l'héroe a la justicia

di Antonio Hermosa Andújar

A diferencia de Spinoza o Hume, quizá no sea Racine uno de los autores tras los que el espíritu revolotee cuando tiene necesidad de mantener en pie de guerra la bandera de la cordura en estos tiempos de tórridas turbulencias, pero sí cuenta en su patrimonio con encantos que fácilmente lo seducen en casi toda circunstancia. Uno de ellos es el imán de la belleza, que lo atrae con pasión hacia sus versos y le conduce a peregrinar entre ellos con el éxtasis de quien camina en el interior de una perpetua obra de arte; otro es la singular capacidad de hacernos asistir al parto de la sociedad moderna en medio de escenarios y sujetos en principio del todo ajenos, como la Corte o el Héroe. De ello da fe la segunda de sus obras y primera de sus obras maestras, su Alejandro Magno, un texto escrito cuando el genio contaba apenas veinticinco años, y sobre el que me propongo reflexionar aquí...

Howard Phillips Lovecraft, un Copernico della letteratura

di Lorenzo Tinti

Tutto sommato non è trascorso troppo tempo da quando uno storico di inusitata sensibilità come Carlo Ginzburg, in parte introducendo e in parte giustificando la propria ricerca, ricordava che, quanto alla questione della stregoneria, «quello che ancora nel 1967 K. Thomas poteva a buon diritto definire “un argomento che la maggior parte degli storici considera periferico, per non dire bizzarro”, è diventato, nel frattempo, un tema storiografico più che rispettabile, coltivato anche da studiosi poco amanti delle eccentricità». Un ragionamento non troppo dissimile, mutatis mutandis, potrebbe essere svolto intorno alla narrativa horror...

Ragionando di Bologna, di bolognesi e di "bolognesità"

Noterelle in dialogo con Roberto Roversi ed Ezio Raimondi

di Davide Monda

Sono persuaso che la miglior ragione per cui io – uno fra i tanti studiosi di civiltà letteraria europea che si trovano a spaziare, più o meno plausibilmente, dal Rinascimento al Romanticismo – meriti d’essere ascoltato su questo non agevole argomento risieda nella mia ventennale collaborazione ed amicizia con Roberto Roversi (1923) ed Ezio Raimondi (1924): nel fatto – in altri termini – che da gran tempo io abbia l’immeritata fortuna di dialogare mensilmente (salvo, ça va sans dire, imprevisti di varia natura) con questi due maestri “di color che sanno”, certo assai differenti, eppure, al tempo stesso, vicini per diversi aspetti non secondari – dati anagrafici, amicizie, letture ed autentiche passioni letterarie, storiografiche e speculative ed altro ancora confermano, si creda, tale posizione...

 

NOTE E RIFLESSIONI

 

Una giornata...Imprudente

di Giovanni Greco

Claudio Imprudente, scrittore, giornalista e formatore, è nato a Bologna nel 1960. In occasione della laurea honoris causa in “Formazione e cooperazione” svoltasi il 18 maggio di quest’anno a Rimini, ad opera della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, e con il rettore Ivano Dionigi, venuto come “discente”, ha esordito “dicendo” – grazie ad una traduttrice che interpretava i suoi sguardi su una tavoletta dove vi erano le lettere dell’alfabeto – che era “molto emozionato e per l’emozione avrebbe… balbettato”. Ha raccontato nel suo testo che, da piccolo, il suo papà lo prendeva fra le braccia e lo portava dalla mamma con la quale faceva colazione, poi la mamma lo prendeva fra le braccia e lo portava al papà che gli lavava il viso e i denti, poi il papà lo prendeva fra le braccia e lo portava alla mamma che lo cambiava e lo rivestiva, e così di seguito. A due anni un dottore, dopo averlo visitato disse ai suoi genitori, scuotendo la testa: “Non c’è nulla da fare, sarà un vegetale”; da quel momento in avanti...

 

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

 

La canzone petrarchesca e la canzone italiana contemporanea

Divagazioni sul testo di Grazie di Cristiano Minellono

Cantata da Albano e Romina

di Andrea Eugenio Cavanna e Federico Cinti

La canzone leggera italiana contemporanea, dai suoi esordi con Nel blu dipinto di blu di Modugno-Migliacci (1958) alla sua evoluzione nel corso degli ultimi decenni, va riconosciuto come un genere musicale a sé stante. In particolare, un brano di Minellono-Hoffman-Farina, portato al successo da Al Bano e Romina Power nel 1985, il cui titolo è Grazie, rappresenta al meglio questa dimensione, da un lato per la vibrante melodia e i contenuti toccanti, dall’altro per la metrica del testo...

Fortunat Strowski

Montesquieu

a cura di Domenico Felice e Davide Monda

Montesquieu aveva solo vent’anni alla morte di Luigi XIV. Sotto Luigi XV, se fu testimone quasi indifferente di guerre che, peraltro, hanno lasciato la Francia indifferente, assisté al risveglio della vita economica e amministrativa che si verificava allora nelle province. Era un’epoca favorevole alle meditazioni di un giurista filosofo. Allievo insieme di Fontenelle e di Fénelon, emulo di Voltaire e di Rousseau, predecessore di Buffon, egli domina il suo secolo con l’ampiezza del suo pensiero. Era ricco e stimato, e non aveva ambizioni di sorta: l’amore della verità era la sola sua passione

 

DIDACTICA

 

Manzoni e la ricerca del vero, tra classicità e cristianesimo

di Maria Bergami

1801: il giovane Alessandro Manzoni lascia il Collegio Langone, retto dai Padri Barnabiti, in cui aveva studiato dal 1799, per ritornare nella casa del padre. All’adolescente irrequieto e solitario, nella cui mente si stavano già delineando idee razionalistiche e libertarie, testimone degli orrori della guerra nella disastrosa ritirata dei Francesi a Castellazzo dei Barzi, l’ambiente austero e repressivo della famiglia, intriso di ipocrisia e formalismo religioso, si rivela di certo arido e soffocante...

 

POETANDO

 

Disiecta membra di Davide Monda

Le donne di Cà Mattiozzi di Federico Cinti

 

RECENSIONI E LETTURE

 

Qualche considerazione sulle Pensées di Montesquieu

letto da Fabiana Fraulini

Considerato il maggiore illuminista francese della prima metà del XVIII secolo insieme a Voltaire, Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu (1689-1755), fu un autore caratterizzato da vastissimi interessi. Testimonianza di questa vivace curiosità intellettuale ci è offerta non solo dalla ricca biblioteca personale e dalle opere che egli mandò alle stampe, ma anche dalle Pensées, imponente manoscritto – rimasto inedito durante la sua vita– che raccoglie osservazioni e note, prevalentemente brevi, al quale continuò a lavorare per tutto l’arco della propria parabola speculativa: il celebre Bordolese era infatti solito registrare su carta riflessioni che avrebbero poi potuto essere rielaborate nelle pagine dei testi destinati alla pubblicazione...

Neil Novello Falò dei rosari

letto da Narda Fattori

“Sia io in te fiore di cerfoglio / se da sbozzata crisalide/ mi sarai chiave/ su per la squama del meleto.” Questo incipit, rubato alla poesia di Novello, vuole presentare al lettore materia e dettato, senso e campo semantico: leggiamo un lungo maternale che fa coabitare la madre col figlio, che dimostra l’impossibilità del taglio definitivo del cordone ombelicale. Rosario, va da sé, è termine polisemico: è roseto (rose e spine) ed è omaggio, preghiera, supplica; nel Falò de’ rosarî si consuma l’impossibilità dell’allontanamento...

Elisabetta Brizio e Matteo Veronesi Gozzano dopo cent’anni

Gozzano e l’humanitas, Gozzano e il mistero, Gozzano mistico senza Dio, Gozzano e l’assenza, Gozzano e il tempo. Questi i motivi principali e coestensivi sondati in Gozzano dopo cent’anni (Nuova Provincia, Imola 2011), un’ ampia antologia – il cui titolo ricalca quello del noto e illuminante saggio montaliano del ’51, Gozzano dopo trent’anni – delle opere di Guido Gozzano che gli autori hanno curato in occasione del centenario dell’uscita dei Colloqui...

Marino Magliani La spiaggia dei cani romantici

letto da Luigi Preziosi

I giorni si succedono nella banale mediocrità di un quotidiano disordine esistenziale, tra gli esuberanti ragazzi della sconfinata provincia argentina dei primi anni Ottanta che Magliani riesuma nelle prime pagine del suo ultimo libro, La spiaggia dei cani romantici, uscito agli inizi dell’anno presso la torinese Instar libri. Nel cuore della Pampa, in una cittadina chiamata Lincoln, un gruppo di ragazzi vive la sua disordinata giovinezza tra feste...

Marilù Oliva Cent'anni di Marquez. Cent'anni di Mondo

letto da Mauro Conti

Il mondo delle lettere è in gran fermento. Le tipologie espressive del passato, generi come il romanzo, il saggio critico, il poema epico, cioè quei modelli su cui si sono esercitate generazioni di giovani fin dalle origini della letteratura, davanti alla modernità e alla concorrenza di nuovi canali comunicativi, hanno denunciato la necessità di profonde modificazioni, per non dire il ripensamento radicale della loro forma...

Mino Milani Romanzo militare

letto da Luigi Preziosi

Felice iniziativa, questa di Mursia, di riproporre il Romanzo militare di Mino Milani, uscito per la prima volta nel 1987 presso Camunia, e tornato adesso di stretta attualità, nell’anno in cui il centocinquantenario dell’unità stimola a rievocazioni risorgimentali un folto gruppo di narratori (tra i quali vale la pena ricordare almeno Mari, Maggiani, Riccarelli). Il romanzo narra un episodio della campagna anti brigantaggio immediatamente successiva all’Unità d’Italia, la caccia...

 

EVENTI E INTERVISTE

 

Un'intervista a Marco Bellocchio

(3 Agosto 2011)

di Giovanni Ghiselli

Sono stato a Bobbio per la XV edizione del Film Festival diretto da Marco Bellocchio. Il borgo appenninico del piacentino, in questi giorni (23 luglio-5 agosto), assume i connotati di una cittadina universitaria, ricca di eventi e di offerte culturali. I film proiettati e le conferenze serali sono, per Bobbio, qualcosa di simile ai drammi greci per Siracusa, che durante le rappresentazioni nel teatro greco, fra maggio e giugno, si anima di energie culturali, vitali, professionali. La dimensione tragica, d’altronde, è ben presente in entrambe le manifestazioni; né manca, tuttavia, quella comica...

Sul Festival della Filologia di Pesaro (luglio 2011)

di Giovanni Ghiselli

Ho partecipato, da attore e da spettatore al secondo Festival della Filologia di Pesaro, un evento culturale che ha sorprendentemente vivacizzato la città. La manifestazione si è articolata in ottanta appuntamenti situati nei palazzi storici del centro urbano. I temi prevalenti erano legati all’amore del logos, di quel  verbum che, come afferma l’evangelista Giovanni, è principio del mondo. Un festival logocentrico dunque…

Acitrezza, 25 Agosto 2008

di Antonietta Gregorio (in memoriam)

Acitrezza, un pomeriggio di fine agosto, sedute al Caffè Solaire, io e Fiamma sorseggiamo una granita. Sì, proprio quella Acitrezza dove Verga ambientò I Malavoglia, da cui Visconti trasse lo splendido film La terra trema. Il piccolo paese di pescatori ci accoglie mezzo addormentato, come stordito dal caldo torrido che lo avvolge nel suo umido abbraccio. Sulle panchine della piccola piazza, proprio di fronte al porticciolo, un’ikebana di barche colorate, i vecchi, seduti a guardare chi passa e a scambiarsi impressioni. Mentre rifletto su quanto tempo passerà prima di tornare a gustare una granita così buona – sul continente usano le bustine al posto dei limoni – il proprietario del Caffè richiama la nostra attenzione sulla persona seduta al tavolino accanto. «U sapite chi è chisto?»...

 

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