Bibliomanie.it

 

N. 23 (Ottobre/Dicembre 2010)

 

SAGGI E STUDI

Il miserabile nella letteratura europea contemporanea

di Lorenzo Tinti

«La definizione di povero e del suo stato non può dunque che essere molto larga. Il povero è colui che in modo permanente o temporaneo si trova in una condizione di debolezza, di dipendenza, di umiliazione, contraddistinta dalla mancanza – diversa a seconda delle epoche e della società – degli strumenti di potenza e di considerazione sociale: denaro, relazioni personali, capacità di influenza, potere, cultura, qualificazione tecnica, alti natali, vigore fisico, intelligenza, libertà e dignità personali. Il povero vive alla giornata e non ha alcuna possibilità di sollevarsi senza l’aiuto di altri. In questa definizione vivono tutti i frustrati, tutti i rifiutati, tutti gli asociali, tutti gli emarginati...

S.S. Van Dine

di Edoardo Ripàri

I romanzi polizieschi di Willard Huntington Wright (in arte S.S. Van Dine, Chattersville, Virginia, 15 ottobre 1888 - New York, 11 aprile 1939), appartengono a pieno titolo alla “Golden Age” della detective story (1920-1940), e in particolar modo al cosiddetto whodunnit (“giallo deduttivo”), il cui capostipite, ovviamente, è l’immortale Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle (Vance, Poirot, Miss Marple, Nero Wolf, sono tutti eredi del grande deduttore inglese): un investigatore (professionista o dilettante), conduce indagini su un delitto avvenuto in circostanze misteriose e inspiegabili (un inquietudine soprannaturale sembra anzi percorrere le oscure vicende narrate), generalmente in un ambiente chiuso, e lo scrittore, che racconta la vicenda dal punto di vista di testimoni del tutto incapaci di sbrogliare l’intricato filo della matassa, affida al suo “eroe” il compito di ricostruire, attraverso percorsi logici e deduttivi alquanto rigorosi, l’esatto e imprevisto svolgimento dei fatti...

Storie letterarie che hanno inciso sul '900

Un percorso comparatistico

di Matteo Veronesi

Xénos en tôis biblíois, straniero, estraneo fra i libri, eppure curioso e innamorato indagatore, e ápolis, senza patria, ovvero, proprio per questo, cittadino di tutte le patrie: tale, a quanto dice Luciano di Samòsata in Come si deve scrivere la storia, la condizione dello storico. Universalità e straniamento paiono, in effetti, connotare, in linea generale, il ruolo e la situazione esistenziale dello storico...

Dante e Cecco d'Ascoli fra scienza e sapienza

di Maria Bergami

Come scriveva il Vico, e come ripeterono i Romantici, «la sapienza poetica, che fu la prima sapienza della gentilità, dovette incominciare da una metafisica, non ragionata ed astratta qual è questa or degli addottrinati, ma sentita ed immaginata quale dovett'essere di tai primi uomini, siccome quelli ch'erano di niuno raziocinio e tutti robusti sensi e vigorosissime fantasie». Comparsi sulla terra, gli uomini notarono, terrorizzati, i fulmini arroventare il cielo...

La crisalide e il profilo arcaico del presente in Guido Gozzano

di Elisabetta Brizio

Nel rileggere Gozzano a quasi un secolo dall’uscita quello che fu il più rappresentativo dei suoi libri di rime, I colloqui, e dopo vaste e multivoche investigazioni sui versi gozzaniani e ardue ricognizioni intorno alla loro posizione nel nostro Novecento, e definizioni di formule riassuntive (Gozzano come l’ultimo dei classici, colui che inaugura la linea crepuscolare della poesia in negativo, un prosatore in versi, ovvero un ironista essenzialmente estraneo al crepuscolarismo, un occasionale autore di plagi, un poeta che lambisce la soglia del divino, per nominarne solo alcune tra le più note ed emblematiche) almeno un aspetto, in particolare, ancora suscita una certa perplessità, un...

Davide Monda e la sfida del lirismo

di Adriano Marchetti

Le invenzioni del canzoniere, di cui questo libro ospita una Sinossi di sessantasei componimenti, senza costituire un mero recupero archeologico di forme prosodiche codificate, non dissimulano risonanze collegate alla tradizione poetica italiana e a quella fondativa della poesia francese. Tuttavia sembrano provenire da un mondo altro che però non è il mondo della lirica passata. L’impianto architettonico – trecentotrentatre ricercari ordinati in sei libri – sembra alludere a una tradizione sapienziale basata sul numero, ossia alla Cabalà. I titoli dei libri che la compongono – “Miserie, compassioni e mutamenti nell’ansietà dell’humana condicio”, “Crimini e decadenze del presente”, “Passioni che sostengono la vita”, “Abissi e labirinti dell’amore”, “Presenze delicate d’amicizia”, “Tacito dialogo non interrotto con la gran Luce che orienta ogni passo” – fanno pensare a tratti di un cammino iniziatico...

NOTE E RIFLESSIONI

La setta degli Apofasìmeni a Bologna

di Giovanni Greco

La setta degli Apofasìmeni fu una società segreta fondata negli anni venti dell’Ottocento che partecipò anche ai moti del 1831. La setta fu guidata da Carlo Bianco di Saint-Jorioz che la organizzò in Francia e nelle colonie britanniche, e nel 1831 entrò a farvi parte anche Giuseppe Mazzini che successivamente, attraverso la Giovine Italia, l’assorbì (“una costola buonarrotiana inserita nella Giovine Italia”). Fra gli esponenti di rilievo Filippo Buonarroti, che contribuì peraltro, fra il 1831 e il 1834, a costituire una catena di società segrete. Gli Apofasimeni ebbero in Toscana, in Piemonte, a Bastia, a Napoli, a Parma e a Bologna le zone di più intensa diffusione, anche perché riuscirono a combinare elementi carbonari e patriottici dell’area romagnola e dell’area bolognese...

Jean-Paul Sartre e il processo ad Albert Camus

Un episodio emblematico d'intolleranza intellettuale

di Antonio Castronuovo

Tra Camus e Jean-Paul Sartre scoppiò una delle più aspre polemiche del dopoguerra, cui assistette l’intera Europa intellettuale, uno scontro in cui nessun colpo fu risparmiato, dall’argomentazione caustica ai perfidi colpi sotto la cintura. All’origine stava una dissonante visione del mondo, ma la causa scatenante fu la pubblicazione alla fine del 1951 de L’uomo in rivolta di Camus. La dissonanza non era semplicemente quella tra due uomini di sinistra che possono trovare un accordo: era una voragine, che in certo modo segna una delle spaccature storiche all’interno della sinistra europea....

Elementi di letteratura garibaldina

La penna e la spada

di Luigi Preziosi

Oggi le due retoriche, della denigrazione di noi stessi e dell’autoesaltazione, non ci confondono più: siamo veramente maturi per capire i tempi e l’anima dei nostri garibaldini”1. Così oltre sessant’anni fa scriveva Giani Stuparich, nell’introdurre una delle prime antologie di memorialisti garibaldini. Si tratta di una valutazione fortemente connessa alla contingenza storica. Le speranze dell’immediato dopoguerra, il ricordo recente e dolorosissimo della tragedia appena trascorsa, le memorie personali di volontario nella prima guerra mondiale: tutto ciò connota in maniera indelebile lo splendido saggio dello scrittore giuliano. E ‘ tuttavia per lo meno singolare che...

Bibliomanie è lieta di comunicare che Luigi Preziosi, collaboratore della rivista da alcuni anni, ha ottenuto un lusinghiero consenso al premio "Mario Soldati", indetto ogni due anni dal Centro Pannunzio di Torino, risultando finalista per la sezione "Saggistica" con l'articolo "La penna e la spada", e vincitore del III premio per la sezione "Narrativa" con il racconto "Lettera da Roma" (Bibliomanie n. 18, luglio - settembre 2009). A lui le congratulazioni di tutta la redazione.

Angelo Fortunato Formìggini

Un editore di opposizione nell'Italia del Fascismo

di Antonio Castronuovo

Un neologismo s’impose nell’Italia del 1938: ‘razziale’, eufemismo che stava per ‘razzista’. Tra i due termini si distese la progressione di disprezzo – e forse anche di rancore – per un gruppo culturale rimasto difforme nella compagine di un regime totalitario: la minoranza ebraica. C’era una brace razzista che covava sotto il regime, che s’accese in fiamma quando, il 14 luglio, apparve sul «Giornale d’Italia» l’articolo Il fascismo e i problemi della razza. L’incendio divampò ad agosto, nelle edicole, col primo numero del quindicinale «La difesa della razza», e fece terra bruciata a novembre, sulla Gazzetta Ufficiale, con i Provvedimenti per la difesa della razza italiana: le cosiddette leggi razziali...

TRADUZIONI, INEDITI E RARI

Il Metrò

(Capitolo Uno)

di Donato Ndongo

Traduzione di Valeria Magnani

Nonostante avesse perso la sfacciataggine e l’insolenza dei suoi avi, Lambert Obama Ondo, membro del clan degli yendjok, si sforzava di affermare e mantenere viva la sua africanità in ogni luogo e circostanza. Ma non poteva evitare di sorprendersi ogni volta che scendeva verso la metropolitana: gli pareva di trasformarsi in un essere strano, metà animale e metà umano, una specie di gigantesco grombif che ad ogni imbrunire cercava la sua tana nei cunicoli sotterranei della grande città. Pensava che quell’irrimediabile discesa verso le profondità non fosse naturale per gli esseri umani, e un malessere lo assaliva ogni volta che le scale mobili lo portavano nelle viscere della terra, perché immaginava che in quegli abissi umidi forse un giorno avrebbe incontrato l’anima di qualcuno dei suoi morti, anche se...

Un erudito alla ricerca delle origini...

Arduino Suzzi da Tossignano

di Matteo Veronesi

...la figura, già a suo tempo appartata, ed oggi quasi totalmente obliata, di Arduino Suzzi da Tossignano, erudito del tardo Seicento che – accanto ad interessi magici, ermetici e cabalistici che lo portarono a proporre, fra visionarietà, genialità ed esoterismo, immaginifiche interpretazioni di oggetti altamente suggestivi, e a loro modo numinosi,  come la pietra di Bologna (con il celebre enigma Aelia Laelia Crispis) e la Patena di San Pier Grisologo, conservata nella cripta del Duomo di Imola – coltivò anche studi, diremmo oggi, di linguistica comparata, dedicandosi, negli ultimi anni, ad una poderosa opera erudita, Le Origini Hebraiche delle tre lingue, che non ebbe mai l’imprimatur del Santo Uffizio e che giace tuttora, nella forma di un manoscritto in pulito già pronto per la mai avvenuta stampa, presso la Biblioteca Comunale di Imola...

POETANDO

Alle idi d'Ottobre di quest'anno di Federico Cinti

Riflessioni sull'amore di Maria Rosa Pantè

Città di Roberto Righi

Tre poesie di Maurizio Clementi

Poesie di Anna Bisi

Poesie da La caligine del mondo di Andrea Tiberti

E' caduta molta pioggia...di Gabriele Via

NARRANDO

I nomi delle cose

di Elena Marchionno

Emma arriva in reparto alle dieci. Ha una scarpina in seta azzurra, una maglia di cotone bianco, i jeans. L’abbinamento bianco e blu le è sempre piaciuto. Arrivata al terzo piano percorre un lungo corridoio e incontra il padre subito. Ciao papà. Lui la abbraccia un po’ sudaticcio col solito impaccio. La mamma arriva dopo. Ciao. Vado a prendere il nonno. Emma fa il corridoio all’indietro come un gambero, poi alza i tacchi e si volta. Già piange, come una cretina. Emma non sa se riuscirà mai a trattenere il pianto come la madre che ormai è controllata, allenata, pur mantenendo un musetto da cerbiatto. Emma piange voltata verso la vetrata ; la luce è una lama accecante. Immagina...

LETTURE E RECENSIONI

Alessandro Berselli Non fare la cosa giusta

letto da Stefania Sebastiani

Rispetto al precedente romanzo Cattivo, in cui è evidente la dipendenza del protagonista dall’autore che l’ha creato, soprattutto nelle peculiarità che lo identificano come un ribelle, passionale ma nello stesso tempo freddo e razionale, in Non fare la cosa giusta  Berselli apporta elementi di novità nella narrazione.  Il protagonista ha una psicologia complessa, vive di vita propria in un romanzo in cui due storie, quella che conduce al crimine e quella che spiega come il narratore viene a conoscenza del fatto tragico, coincidono con i tempi del racconto. La prosa, quando è filtrata dalla necessità di riflettere sugli avvenimenti, ha un ritmo meno frenetico ed è sostenuta da un linguaggio necessariamente più analitico, che conferma la decisa evoluzione stilistica di questo autore... 

Adriano Marchetti Simone Weil

letto da Lorenzo Tinti

La natura chimerica della scrittura biografica agisce su diversi livelli. L’ermeneutica del vissuto di un uomo, quando è tentata da un occhio esterno (magari lontano nello spazio e nel tempo), per il fatto stesso che questo ne abbia sussunto l’esemplarità di fondo, trasforma lo scrittore in un agiografo e l’individuo studiato in un personaggio, la cui tipicità soffoca quell’anelito di imprevedibilità che costituisce il cuore di ogni esistenza. Del resto l’approccio stesso dell’autore ai dati biografici non è mai, alla lettera, immediato, ma...

Un silenzio interiore

I ritratti di Henri Cartier-Besson

di Neil Novello

All’avvertito lettore d’Immaginario dal vero (Milano, Abscondita, 2005) di Henri Cartier-Bresson sembrerà inverosimile che la situazione psicologica, o meglio la coscienza fotografica profonda del genio di Chanteloup aggioghi una duplice condizione: il fotografo è un antropofago a caccia, la sua preda complice del cannibale. Lo scenario ideale entro al quale va compresa la fotografia di Cartier-Bresson è dunque elementare per limitatezza d’orizzonte: il predatore di realtà fotografa e il fotografato non è il qualunque, è invece l’unicità fotografabile del mondo. Una misteriosa legge fa del fotografato il fotografabile. L’esemplare osmosi fra l’atto o clic e la fissazione dell’oggetto nella memoria della macchina riflette una trasmissione sensuale, una migrazione di seme dal guardante nel guardato...   

Licia Giaquinto La Ianara

letto da Mauro Conti

Uno dei migliori romanzi che ha catturato l’interesse dei lettori lungo la stagione estiva appena trascorsa è certamente La Ianara di Licia Giaquinto, uscito da Adelphi. E' la storia di Adelina, una sguattera, un essere da tutti ignorato, una bambina cresciuta tra i monti dell'Irpinia il cui destino, come quello della madre e della nonna, è quello della Ianara, una specie di strega, una sciamana. Si tratta di quella figura tipica del sistema animistico caratteristico dell'Italia del Sud studiata dal grande antropologo De Martino, i cui poteri, negati ai cosiddetti individui normali, sono quelli della vita e della morte, dell’evocazione delle potenze misteriose e illusorie del bene e del male...

Daniele Mencarelli Bambino Gesù

letto da Maurizo Clementi

Di rado, leggendo poesie contemporanee capita di vivere un’esperienza di lettura così intensa e umanamente compiuta come leggendo i versi della raccolta Bambino Gesù di Daniele Mencarelli, raccolta che riassume la fatica di alcuni anni e che si innesta su un’esperienza di vita e di lavoro vissuta dall’autore nell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma. La realtà, anzi il rispetto per il reale nei suoi lati più drammatici quindi più veri, rendono il libro un unicum nel panorama letterario corrente. Non ci sono manierismi di stile, pur essendo visibile un attento lavoro di calibratura nel lessico di registro medio, variato a tratti da espressioni popolari o termini tecnici, né estremismi nel trattamento di un  verso spesso giambico, solenne negli accenti in modo da raccontare “l’epica della realtà quotidiana della morte e di Dio”, che potrebbe essere il sottotitolo del libro...

EVENTI E INTERVISTE

Corrado Cagli

 Una metamorfosi continua

di Neil Novello

Al Pala De Andrè di Ravenna, dal 27 agosto al 13 settembre 2010, più che una mostra su Corrado Cagli, il visitatore coglie – in poco più di cento opere – l’eccezionale versatilità dell’artista anconetano. Il poeta di Vita d'un uomo, Ungaretti, amico e più di tutto stimatore di Cagli, richiama proprio l’immagine dell’«uomo» allo scopo di eleggere il principio e il fine, la ragione esemplare dell’opera cagliana...

 

Bibliomanie.it