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Ilaria Besutti

 

Le sere d'estate che profumano di tigli e pitosporo

 

 

n.1

Piano,

questa musica che ascolto

mi abbraccia

mentre fuori dai vetri di un treno

corrono i miei sguardi.

C’è una luce che tenta di essere colorata

là fuori,

tra alberi e radure

impigliata tra i rami.

Lieve vento dove sei?

 

 

n.2

Appenderò i miei capelli

Ai rami secchi degli alberi d’autunno

Mossi e bagnati dalla nebbia di novembre.

Spargerò le miei parole non dette

sull’erba

mossa dalla mia rabbia

che ha bisogno degli spazi

senza confini nella pianura.

 

 

n.3

E’ la pioggia che porta con sé il suo rumore.

E silenzio;

nel mio spazio silenzio.

Non si ferma, insistente

con la sua lieve forza.

Arresta, riparte.

Leggera o impetuosa

trasforma e travolge.

Sottofondo di un sonno latente

un distacco dal mondo.

 

n.4

E’ pioggia battente

su occhi di mare

rivolti al vento che scuote le agavi.

Sono fiori rossi

sfiorati da labbra di sabbia

che aspettano il vento fresco

di primavera.

 

 

n.5

Sono occhi abituati alle tenebre

quelli di chi aspetta e non si muove.

Nascosto dietro fili d’erba.

Rumori attutiti dal nulla

e immersioni in abissi profondi

per non accorgersi di respirare.

 

n.6

Luce di neve,

puro silenzio di cristalli.

Abbaglia le colline

la luna bianca:

lontana.

 

n.7

Attraverso la pineta

si arriva al mare

calmo

verde

in un giugno dal sole tiepido.

Il silenzio è disteso,

su tutto,

nel profumo dell’acqua.

 

n.8

Il cielo si fa sempre più scuro

si  prepara alla pioggia.

Sui tetti rossi il vento

piano

ancora non muove che poche foglie di alberi.

E aspetto il fragore

che lento arriva

portando con sé la sua forza.

 

n.9

Scava nella roccia dentro me

questa malinconia.

Consuma il tempo,

i miei anni che sfuggono.

E io mi perdo

In pensieri che arrivano nell’abisso marino.

Non riemerge il mio tedio

ma mi attira sempre più nel profondo

del silenzio ovattato.

 

n.10

Aghi di pioggia

bucano l’asfalto,

insistenti e freddi

come un ricordo.

Cielo e terra

mani e lacrime

acqua che scende laconica

confonde un’illusione di serenità.

 

 

n.11

Un cammino tra l’erba alta

ancora umida di pioggia

con le mani che sfiorano spighe di grano,

iris selvatici e fiordalisi.

Ricordi di viaggi

di odori forti e bambini scalzi

colori abbaglianti

e case bianche.

Un passo dopo l’altro

il silenzio di una bella solitudine

osservando un sonno di margherita

che aspetta il mattino.

 

n.12

Bianco di cielo

nell’acqua leggera

che piano disegna e cancella.

Rumore lontano

sottile e ovattato

indefinibile come uno sguardo.

Fiori bianchi bagnati

confusi nel fango

non ricordo il profumo.

 

n.13

Il tempo e il vento mi guariranno

portando con sé, l’uno la dimenticanza,

e l’altro l’odore di caprifoglio e gelsomino.

Verranno le sere d’estate

che profumano di tiglio e pitosporo

e segnano ricordi di polvere.

Tra luna e silenzio

in prati di narcisi e mughetti

cerco il sonno per poter finalmente dormire.

 

 

n.14

Danzatore di coralli

nelle zone neutre dell’esistenza

senza sapere

dove si sparge il respiro.

Dolori in pozzanghere.

Mentre chiudo gli occhi e aspetto,

aspetto di bere

un bicchiere di pioggia.

 

n.15

Ti ho rivelato i segreti

dei miei silenzi

gli spazi vuoti di luoghi nascosti.

Sono occhi chiusi su profumi d’estate

pensieri legati a fili di stelle.

Il rumore dei campi di grano

che aspettano il giorno.

 

 

n.16

Sono anni d’amore

respirati da un’altra galassia,

che lasciano messaggi

sempre più dilazionati nel tempo

per poi non esserci più

e non lasciare più niente.

Solo il ricordo di un bacio.

 

n.17

Un abbraccio di luce

di mare

nel profondo di esplorare e scoprire

anfratti, silenzi, parole.

Un respiro di verde

di pensieri,

nell’attraversare la pioggia

che tocca sottile le mani.

 

n.18

Un quadrato di cielo

Nel centro di un cuore di casa. Una casa

di piante, di luce e parole.

Parole,

finestre, momenti di viaggi.

I miei viaggi

nel quadrato di cielo

del cuore di casa.

 

 

 

n.19

E’ vento di tramontana

quello che soffia,

porta il freddo

ma mi fa sentire che ho membra

e respiro che esce dal mio corpo.

La materia e l’aria:

due elementi nello spazio mosso.

Così mi accorgo di essere,

una consistenza mista ai pensieri

nell’unione siderale

col vento.

 

 

 

n.20

Il cortile di casa

si riempiva di pioggia

che veloce scivolava nel prato.

Guardavo e sentivo

il fresco che porta l’acqua

che porta l’autunno.

Ascoltavo e mi ricordavo

di rumori attutiti,

dalla grondaia vicino la finestra.

Fiori chini sotto l’acqua

in questo rumore di natura

che attraversa questo spazio di pomeriggio.

 

 

n.21

Il cielo si fa sempre più scuro

si prepara alla pioggia.

Tra i tetti rossi il vento piano

ancora non muove che poche foglie di alberi.

E aspetto il fragore

che lento arriva

portando con sè la sua forza.

 

 

 

n.22

Luce d’aurora boreale

di neve

che illumina case e lenzuola.

Un caldo respiro

vicino

e un abbraccio di tempo infinito.

 

 

n.23

Quando andremo a camminare

sotto la pioggia?

Molto presto

questa notte ci abbraccerà nel freddo

della primavera.

E’ bella questa musica sottile

che sento di lontano.

 

 

 

n.24

Ho voglia di nuvole bianche

da guardare sdraiata su un prato.

Ho voglia di odore di primavera

che porta ricordi d’infanzia.

Ho voglia di spazio infinito

che abbracci il mio corpo azzurro.

 

 

 

 

n.25

Le mie urla silenziose

corrono in mezzo alle macchine tra loro impigliate

e una voglia di profumi di fiori

mi invade

facendomi ricordare un abbraccio

lontano,

perduto,

nelle nuvole nascoste sui tetti delle case.

 

 

 

 

n.26

Tienimi forte

i miei contorni si stanno disperdendo, una figura senza confini

pianeta satellite della luna nascosta.

E’ sempre più scura questa notte di lapislazzulo

dove io mi spando in particelle di pulviscolo

respirata dal vento

ovunque.

 

 

 

n.27

marinai

Uomini attraversarono il mare

mentre onde possenti

scuotevano i loro animi

con occhi fissi su lontani gabbiani

re fosforescenti dal chiarore lunare.

Partenze senza ritorni

senza abbracci

solo vento sulla pelle

e sul cuore asciutto.

 

 

 

n.28

Un vento mi spinse nella paura

e tu mi afferrasti le mani.

Legata ai tuoi capelli

mi salvasti dal sangue.

Un profumo di fiori in un bacio

penetrò in me.

 

 

 

 

n.29

estate

ferma l’acqua

nel canale dalle erbose sponde.

Gracidare di rane tra fiori gialli.

Sole abbagliante

nell’immobile estate.

 

 

 

 

n.30

Fili d’argento

tagliano i campi scuri di terra

nella foschia invernale

Il mio sguardo come un treno corre

sull’immobile pianura,

sul silenzioso dolore.

 

 

n. 31

La pesante leggerezza

dell’uomo che cammina attraversando lo spazio, grande,

un tempo senza tempo.

decisi passi fermi

corrosi dal vivere, dalla fatica del pensare.

 

n.32

la carezza di una bambina

un attimo leggero

come polvere di corallo.

 

n.33

sto misurando la notte

quanto dura

dove arriva

e qual è il suo profumo.

sto attraversando una musica.

dove mi porterà?

quale dei venti mi sfiorerà?

Che sapore avranno le mie lacrime?

 

n.34

aprendo finalmente l’anima

il mio dolore è qui:

tra le mie mani e i miei occhi.

 

Non vola via

nonostante il vento di inizio primavera,

ma penetra dentro il mio corpo.

non passa questo tedio

ma si radica

nel ricordo di un bacio mai avuto.

 

n.35

percepire senza capire

perché capire non serve,

basta sentire

quel sottile piacere al dolore d’amore.

annientata senza bisogno di pensare

ma trasportata via

in un vuoto universo di niente.

 

n.36

dove andrò a cercarmi?

non sono più lungo le strade di terra della campagna,

non sono più sui tetti rossi delle case.

mi sento dissolta in lacrime

in pioggia che scroscia

in nuvole che si sciolgono nel cielo.

 

n. 37

urla e grida,

rumore e traffico.

che voglia di musica,

di aria mossa dal vento.

mi ricordo di anime volate via

e rimaste impigliate tra le nuvole.

guardo in alto

e non vedo niente

sento solo il caldo sul viso:

delle lacrime.

 

n. 38

mare azzurro e potente,

resto immobile coi piedi nell’acqua

mentre il fresco arrabbiato sale su me.

immobile immagino di nuotare

ma le onde furiose

sbattono i miei pensieri sulla schiuma.

che odore di libertà

porta questa natura desolata.

 

n. 39

fiori rossi

sulla finestra di casa

appena mossi dal vento.

non si sente nessun rumore.

aspetto i tuoi passi

che portano abbracci di nuvole.

i tuoi occhi di mare

verso i fiori rossi

 sulla finestra di casa.

 

n. 40

da quanti anni

guardo la foschia abbracciare la pianura.

fresca e sospesa sulla terra nuda.

e nuda e deserta mi sento.

mi mancano mani

di bimbo nelle mie  mani

e ciglia leggere sulle guance

in un bacio notturno.

così mi fermo

ancora

a guardare la nebbia

che cala

piano.

 

n. 41

questo dolore

che si rinnova

e non muore mai

ma diventa più forte

ogni volta

che i miei occhi si posano sulla campagna

silenziosa di nebbia e ricordi.

vorrei giovinezza

e raggi di sole più forti

rose fiorite

e profumi d’estate.

voci di bambini dove siete?

 

n. 42

piano;

questa musica che ascolto

mi abbraccia

mentre fuori dai vetri di un treno

corrono i pensieri.

c’è una luce che tenta di essere colorata

là fuori,

tra alberi e radure,

impigliata tra i rami.

lieve vento dove sei?

 

 

 

n. 43

sonno

un lungo sonno

un respiro lieve e regolare

per dimenticare.

se mi sveglio voglio vedere

solo nuvole che corrono sulle colline.

poi

tornare a dormire

senza sognare

senza sentire più

i miei capelli sul viso.

piano

i miei battiti ritmano

il niente.

 

 

N. 44

Io sono le nuvole

che cambiano forma nel cielo

si trasformano e scompaiono.

Tu sei un campo riarso dal sole

ingiallito dal caldo

rinfrescato dall'ombra.

 

Io sono la pioggia

che attraversa l'aria

e le cambia l'odore.

 

Tu sei un mare

di onde alte e schiuma

profondità e coralli.

 

Noi siamo sale

sonni azzurri e parole.

 

Noi siamo l'amore.

 

 

n. 45

occhi profondi

di viaggi,

bambini svestiti per strade chiassose.

 

Occhi d'inverno,

di grigio e di nebbia

di prati bagnati senza fiori.

 

Occhi d'amore perduto

uno sguardo lontano

su ricordi d'abbracci.

 

n. 46

Nell' aria fredda

un fiocco di neve

si è fermato,

sospeso.

Anche il silenzio

e il tempo

sembrano non esserci più.

 

Un punto minuscolo bianco

danza

e per un momento

è un dolce inganno

a questo dolore.

 

n. 47

Un leggero vento sposta

la neve nell'aria.

Silenzio

e freddo

sulle mie guance

mentre cammino

per strada.

Sottili

i miei capelli

si spostano

bagnati dai fiocchi di neve.

E occhi

che vedono solo bianco

riposano.

 

 

n. 48

Questo tempo

che non riesce

a far passare

il dolore.

 

Nemmeno la neve

col suo silenzio

mi fa dormire.

 

Pensieri nell'aria fredda

si muovono

ma non mi portano via.

 

Resto qui

sola

nel bianco inverno.

 

N.49

Ci sono nuvole blu e nere

appoggiate al cielo

sul finire di questa giornata.

Vorrei questo tramonto

ogni giorno.

Ma noi non decidiamo niente

neanche la persona da amare.

E' il vento, l'aria che respiriamo

che cancellano, spostano, portano via

quello che sentiamo.

E noi siamo nudi

avvolti dall'aria fredda della sera che sta arrivando.

Aspettiamo un sonno:

senza sogni.

 

 

N. 50

Aspetta.

Guarda questa neve bianca

e respira l'aria fredda.

Sospendi i battiti

del cuore e cammina.

I tuoi piedi lasciano impronte

e si sente il loro rumore.

Non ci sono più pensieri

è leggero questo bianco.

 

 

N. 51

I lampi disegnano il cielo

e per un attimo

illuminano la collina

e le nuvole nere.

Tra un po' l'aria

sarà attraversata e rotta

dall'acqua.

Solo i tuoni si sentono

e tutto

aspetta solo

la pioggia.

 

 

N. 52

Ci sono strade che si perdono

nella pianura.

Ci sono sentieri che vengono nascosti

dai rami degli alberi

e dall'erba alta.

Sono ferma in questo percorso:

e' come se la mia via

fosse stata cancellata dalle nuvole.

Aspetto il vento

che giri i miei capelli

e mi porti via di qui.

 

 

N.53

Tramonti infuocati

guardiamo insieme dalla finestra.

I miei occhi

si perdono nel cielo rosso.

Respiro l'aria fresca delle colline

e pochi rumori arrivano fin qui.

C'è calma nell'aria.

Tra poco il buio

cancellerà le striature nel cielo.

Stiamo qui,

io e te

ad aspettare la notte.

 

 

N.54
Fu un viaggio

tra i rami degli alberi

grigi d'autunno

tristi, forti e soli

come noi.

C'era silenzio

le parole se le era portate

via il cielo,

per sempre.

Fu un viaggio

attraverso i nostri dolori e le nostre tristezze.

Sapevi, come sapevano i rami degli alberi,

che non sarei tornata mai più.

 

 

N.55

Inutili dolori

stringono la mia gola.

Non ha più senso far scendere lacrime

la mia pelle di prato,

le perderebbe tra l'erba.

C'è buio ora

e i pochi rumori

disperdono la solitudine

dentro il mio stomaco.

Che strana illusione

pensare all'azzurro.

 

 

N. 56

Gli alberi

sono là

sulla collina,

fermi

piantati in profondità

con le loro radici.

Vorrei anch'io

radici sotto i miei piedi

e fermarmi

amare e soffrire in un posto solo.

Ma non posso,

e calpesto asfalto e terra

sabbia e erba

e piango

mossa dal vento.

 

 

N. 57

C'è un uomo

con ciglia di petali di tulipano

foglie nelle dita

e mare sotto i piedi.

C'è un uomo

con sangue nei suoi occhi

rumori nelle dita

e sabbia sotto i piedi.

C'è una donna

coi capelli d'erba

e un dolore sotto la pelle,

calpesta la terra nuda.

 

 

 

N.58

Ho camminato

sulle parole

ferendomi i piedi,

l'erba fresca e bagnata

non ha calmato il bruciore.

Ho accarezzato i capelli

che non c'erano più,

troppo sottili e radi

per poterli toccare.

Così sono volata sulle colline

in cerca di neve

per vedere il bianco

e sentire solo il freddo inverno.

 

 

 

N. 59

Cammino a piedi nudi

sulla neve fresca

non sento freddo

ma le mie braccia vuote

non tengono altro che vento.

Aria di neve

come se volassi

sola

sola.

E respiro

questo alito bianco

dove neanche i pensieri

esistono.

 

 

 

N. 60

Con le mani

bagnate di pioggia

ho scavato la terra ancora dura

per seppellire i ricordi.

Alcuni volavano via,

altri,

duri come le ossa,

erano dentro la terra,

in attesa che un cane

li vada a riprendere.

Ho le mani sporche,

graffiate da segni

che non andranno mai via.

 

 

N. 61

C'è una bambina

che ha negli occhi i boschi

delle sue colline.

C'è una bambina

che cammina leggera

sulle nuvole sospese

a metà dei monti.

C'è una bambina

con i capelli bagnati di pioggia

che annusa il vento.

Non ha mai visto il mare.

 

 

 

 

 

 

N. 62

Ci sono donne

che seppelliscono il loro dolore

sotto terra

come le ossa nascoste dai cani.

Ci sono donne

che spargono il loro star male

sulle foglie d'autunno

sperando che la pioggia se le porti via.

Ci sono donne

che camminano col loro dolore

lo tengono per mano

come un bambino che non c''è.

 

N. 63

La mia rabbia

scava la terra

odora di polvere

e non smette di correre.

 

La mia rabbia urla

contro il cielo

contro niente.

 

Sbatte sui muri

e più forte di prima

si strappa i capelli nel vento.

 

La mia rabbia

è sudata

impazzita

neanche la pioggia la placa.

 

 

N. 64

c'è un mare

dentro noi

di un verde profondo.

 

Ci fa sentire la caduta

senza fine,

come un abbandono.

 

E' qualcosa

che non è riuscito a salvarci

e ci ha lasciato ferite.

 

E' un ricordo

che non c'è mai stato

ma è solo buio.

 

 

 

 

n.65

Una canzone

trattenuta dentro di me

una musica

che batteva contro i miei muscoli

senza uscire.

 

emozioni schiacciate

contro i nervi

dentro il sangue.

 

l’unico suono

silenzioso,

le mie lacrime.

 

 

n. 66

macchie di fiori gialli

sulla collina,

tra i cespugli.

piove.

piano.

sento la tua piccola voce.

riecheggia per la casa.

mi accompagna

mentre guardo fuori

le minuscole gocce.

 

 

n.67

pensavo che il tempo

si portasse via i fantasmi.

Pensavo che il sonno

mi lasciasse dormire.

Pensavo di dimenticare

il profumo

delle viole e delle margherite

 

invece,

quella casa,

e’ sempre qui

con i suoi silenzi.

c’e’ bisogno di sole

che accechi i miei occhi.

 

n. 68

amelia

sei andata via

senza fare rumore,

senza più ricordarti chi ero.

ti sei addormentata per mesi dimenticandoti tutto,

solo il respiro restava.

eppure

sento le tue mani

morbide e lisce

che il tempo ti ha lasciato.

mi addormento con loro

e un profumo di mughetti.

 

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