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Stati d’animo

 

Una mostra

 

Maria Teresa Martini

 

La mostra Stati danimo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni è realizzata come un viaggio, con sottofondo musicale, nei territori dello spirito. Affronta con uno sguardo originale le espressioni dell’arte Italiana fine Ottocento-inizi Novecento,  a partire dal prologo con la Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti che  rimanda a bellezze sempre vagheggiate dai Pre-raffaeliti. Sono presenti autoritratti suggestivi: Segantini, ritratto con un pugnale alla gola mentre ci fissandoci con uno sguardo allucinato, Pelizza si impone autorevole, domina la scena.

Accanto a loro svetta Asfissia_Dopo la festa di Angelo Morbelli, un dittico eloquente sui drammi di una coppia e le ambiguità della vita: padrona della scena la tavola imbandita, la tovaglia candida stropicciata,  i resti dei  festeggiamenti preannunciano il dramma che si consuma nella stanza accanto, cui giunge lo sguardo seguendo un corteo floreale steso sul pavimento.

Il percorso i sviluppa con i fondamentali contributi del nostro paese ai temi affettivi, psichici e del subconscio: il paesaggio come stato d’animo. La poetica degli stati danimo è per essenza rappresentata da Ave Maria a trasbordo di Giovanni Segantini, con la luce rarefatta che si specchia nelle acque del lago mentre al ritmo lento della preghiera scivola la barca con  i pastori e le pecore. Altrettanto suggestivi Comunione e armonia: l’idea” di maternità.  L’angelo della vita e Alla sorgente della vita di Segantini dialogano con Maternità di Gaetano Previati, dove si affollano ali d’angeli intorno a madre e figlio, le figure emergono da filamenti colorati, per ri-immergersi in vapori arcobaleno. Pelizza da Volpedo canta l’immedesimarsi con la natura primaverile, trasfigurata dalla luce : Tramonto o Roveto; Medardo Rosso imprime sulla cera visi veri, simboli dei  popolani che gli passano accanto: Bambino al sole, Età doro,  Bambino malato, Ecce puer, Madame X ecc…

Segue la sezione Nostalgia - malinconia- alienazione: dalla grafica di Munch a Ricordo di un dolore  di Pelizza da Volpedo: la figura femminile, con lo sguardo svuotato, è bloccata nello strazio, fino agli Affetti di Balla , posta nei momenti finali del percorso: un fermo immagine proprio del verismo, barlumi di luce pallida per segnalare un’assenza che la lettura di  una lettera tenta si sopire. Nella sala successiva scienza e arte impegnate nellindagine della psiche, propongono collaborazioni e   sfide, atte a  creare un nuovo linguaggio. Rêverie e ispirazione musicale sono unite a  paura e allucinazione. La grafica di Alberto Martini e Max Klinger, mentre vibrano le note di Brahms, raccontano sogni che diventano incubi, ispirati da E. A. Poe. Lavvento della modernità porta con sé angosce e inquietudini. Max Klinger fu tra i più appassionati interpreti e divulgatori di questa poetica, come mostra la Brahmsphantasie, una celebre serie di incisioni in cui viene reso omaggio al compositore con divagazioni nei regni del fantastico liberamente ispirate alla sua musica. A Redon si ispirano i visionari “neri” di Alberto Martini del 1906-08, che tornano sui racconti di Poe dando corpo a fantasmi dell’ inconscio con le sue paure ancestrali.

Nella sezione Solarità ed entusiasmo occupa ancora un posto di particolare rilievo  Gaetano Previati, (artista emblematico delle collezioni GAM di Ferrara), la mostra approfondisce il fondamentale ruolo giocato dallartista ferrarese nel creare un ponte tra leredità dellOttocento e le avanguardie artistiche del nuovo secolo, omaggio doveroso al creatore della straordinaria Danza delle ore. Coinvolgenti Paolo e Francesca e Sogno. accanto al Rodin del Fugit amor, dove le figure marmoree sembrano avvilupparsi spinte dalla forza irrefrenabile del proprio ardore. Altra faccia dell’amore, tra voluttà e istinti ferini, la  sensuale Cleopatra di Previati, e Peccato di Von Stuck: il corpo femminile reso come idolo perverso e minaccioso, accanto un’opera provocatoria firmata da Segantini, Venere, avvolta in trasparenze rosse, preludio alle Cattive madri, non presenti in mostra, ma input di rottura rispetto ai precedenti dipinti ricchi di armonia.

A loro si contrappone la gioia: la fragorosa Risata di  Boccioni proveniente dal MoMA. Abbiamo  raggiunto l’ avanguardia futurista: Carrà inneggia alla stazione di Milano; Boccioni, che  raccolto il testimone dalla generazione precedente crea un linguaggio dirompente e coinvolgente nel suo Trittico: Stati danimo I: quelli che vanno, Stati danimo I: gli addii, Stati danimo I: quelli che restano, 1911. Pone « lo spettatore nel centro del quadro», lo trascina nella dinamica polifonica del movimento. Le figure si fanno linee o ombre evanescenti , raccontano le loro angosce nei filamenti neri su verde intenso, nelle tracce scure che si sovrappongono. Di fronte il fiammeggiante trittico del Giorno di Previati, siamo a Solarità ed entusiasmo –epilogo di un Previati che lo stesso Boccioni  valorizzava: «con lui le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito e il soggetto è già pronto a trasformarsi in stato danimo».

Il viaggio iniziato da Melanconia attraversa labbandono, la rêverie, labisso della paura, la liberazione delle pulsioni sessuali e degli istinti aggressivi, fino al rapimento estatico dellamore, la sublimazione, chiude sulle note frenetiche ed esaltanti prodotte dalla Città che sale, rilancia la sfida del rinnovamento in una chiave futurista. Celebra un memorabile passaggio del testimone, tra i maestri moderni e i giovani fondatori di un rivoluzionario linguaggio davanguardia grazie al quale le dinamiche multiformi dellesperienza contemporanea vengono poste al centro della creazione artistica.

Lallestimento, a cura dello Studio Ravalli,  gioca un ruolo importante nella lettura della mostra: crea infatti uno spazio immerso nelloscurità, sospeso tra il visitatore e l’opera, in modo da esaltare il potere di suggestione di dipinti e sculture: la narrazione si dipana fra suoni, filmati fin de siècle, culture del positivismo e dell’irrazionalismo.


Stati d’Animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni

 Ferrara, Palazzo dei Diamanti


Mostra a cura di Chiara Vorrasi, Fernando Mazzocca e Maria Grazia Messina

Organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea

Catalogo a cura di Chiara Vorrasi, Fernando Mazzocca, Maria Grazia Messina_Fondazione Ferrara Arte editore_

Saggi di Michael F. Zimmermann, Maria Grazia Messina, Fernando Mazzocca, Aurora Scotti, Flavio Fergonzi, Paolo Plebani, Mirella Carbone, Sergio Rebora, Paola Zatti, Mattia Patti Paolo Baldacci, Nicol M. Mocchi, Alessandro Malinverni, Monica Vinardi

www.palazzodiamanti.it

Fino al 13 giugno.

 

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